Chi sono
Questo blog ha una storia lunga, e contorta, come un labirinto cretese.
Mi presento: sono Elena e vivo a Venezia.
All'inizio Casa della Dea è il mio blog personale, all'epoca del web 2.0 un metodo semplice per pubblicare pensieri e articoli sul paganesimo.
La pandemia Covid-19 purtroppo ha interrotto le nostre attività e nel 2025 l'Associazione si scioglie ufficialmente, tornando ad essere un'iniziativa personale ma senza perdere il suo proposito: una comunità in cui sentirsi a casa, da qualunque tradizione spirituale si provenga, un luogo tranquillo e accogliente in cui esplorare e confrontarsi.
All'inizio Casa della Dea è il mio blog personale, all'epoca del web 2.0 un metodo semplice per pubblicare pensieri e articoli sul paganesimo.
La svolta avviene nel 2013, quando le Sacerdotesse italiane formate al Tempio della Dea di Glastonbury hanno cominciato varie attività nel nostro paese: in Veneto la nostra Sacerdotessa di riferimento è stata Anna Bordin, che sia tramite un grande impegno personale sia con la collaborazione dell'Associazione Argiope ha organizzato vari eventi, come la celebrazione delle feste stagionali, le lune piene e vari workshop sul sacro al femminile.
Questi incontri hanno portato diverse persone a conoscersi e a confrontarsi sui temi del sacro: ben presto abbiamo capito che si stava formando un gruppo estremamente eterogeneo per formazione, pensiero e pratica, ma ad unirci era il bisogno di far conoscere e offrire la possibilità di sperimentare nuovi, antichi e diversi modi di vivere la spiritualità.
Così, nel 2017, Casa della Dea è cresciuta, prima come semplice modo per ritrovarsi, poi ufficializzato nel 2018 con uno statuto e un consiglio direttivo.
Abbiamo cominciato a tenere cerimonie legate alla stagione e ai passaggi della vita delle persone della nostra comunità, fino all'estate del 2019 in cui abbiamo creato una grande Cerimonia del Labirinto all'interno della manifestazione "Tarvisium Celtica" a Trebaseleghe (PD).
Sono pagana per scelta profonda di vita, d'amore. Di fede.
Sono cresciuta con le storie delle Dee, degli Dei, pensandoli semplicemente come metafore delle leggi naturali, godendo della loro bellezza e di ciò che raccontavano dei tempi antichi. Sono stati questi miti ad avvicinarmi al mondo della storia dell'arte, che è diventata il mio lavoro e una delle grandi passioni della mia vita: onestamente per me era impossibile guardare i volti e i corpi delle divinità come sono state raffigurate dai grandi artisti di tutte le epoche e non sentire qualcosa dentro. Era impossibile.
Poi tutte quelle storie cominciano a scavarti qualcosa dentro. Capisci che poli-teismo, tanti dei, diventa per te sinonimo di apertura mentale, del guardare le cose da più punti di vista, del fatto che non esiste un'unica via e un unico modo di pensare, ma tanti, tantissimi. E puoi sperimentare e scegliere quello giusto per te, per la tua propria sensibilità, pur continuando a rispettare e accettare le scelte altrui.
Arriva il momento in cui Le invochi, in cui Li invochi. Chiami i Loro nomi e senti la Loro risposta. Senti la Loro presenza. Senti il Loro sostegno e la Loro forza nei momenti di difficoltà, anche quando stanno in silenzio perchè, ehi, stai piagnucolando per una cosa che puoi benissimo risolvere da sola. Impari a riconoscere la Loro presenza nel ritmo delle stagioni, nelle relazioni tra te stessa e gli altri, tra te e la Natura che ti circonda. Ed è un'esperienza bellissima e sconvolgente, quando riconosci che le Dee e gli Dei sono parte piena, integrante e attiva della tua vita.
Per ricordarmi sempre di questo legame con Loro - e specialmente con la Dea come Madre del Tutto e i Suoi mille volti - ho un anello alla mano destra, raffigurante la triplice luna che è uno dei suoi simboli più comuni.
Perchè ho scelto la Dea e gli Dei come metro di giudizio, come pietra di paragone, come mozzo della ruota e Stella Polare della mia vita.