Io sono Glitonea. Onorami nell'alba lucente. Rosato, accolto dal trillo morbido della gola dell'usignolo, Il giorno si dispiega, mormorando, pieno di potenziale, Risvegliandosi nella mia abbondanza. Momento dopo momento, la gioia crescente del raccolto che matura, Tutta la vita è posata su un singolo punto, Il lungo giorno dell'estate scopre il suo seno.
Io sono Lei, Madre, Nutrice. Nel mio grembo voi siete nutriti, Attraverso i miei dolori del parto diventate voi stessi, Vivendo la ricca abbondanza delle vostre gioie e sofferenze. Madre, specchio. Crescete voi stessi Piantate le vostre radici profonde nel mio suolo, Allattate voi stessi al mio seno.
Come il grano dorato matura nella vostra pienezza, Come il verde legno di frassino vi piegate agli imperativi della vita, Indurito dai suoi dolori e dalla sua crudezza, Salvi nel mio cuore compassionevole fronteggiate le tempeste.
La cerbiatta bianca cammina al mio fianco Carezzando dolcemente le vostre ferite. Avendo ricevuto il miglior nutrimento, cercate l'equanimità, Crescendo forti.
Sostenendovi attraverso l'intensità di tutti gli elementi, Irrorando la terra con la vostra bontà e compassione, Lasciate che vi guidi ad un punto fermo, Lo scintillante essere vivi, La squisita sensazione dell'essere pienamente presenti. Tutto è uno. La maturazione è tutto. Trovate voi stessi in me.
Immanenza. Rivelate il vostro oro. Vero tesoro, intoccato.
Nonostante tutto, un'altra ora o due sotto le coperte me la sarei fatta volentieri...ma un'altra giornata intensa ci aspettava.
La mattina si è svolta in maniera molto semplice, ma densa di emozioni: ci è stato chiesto, a turno, di raccontare quello che volevamo o potevamo dell'esperienza del Labirinto del giorno prima. Massimo quattro minuti a testa.
Quarantadue persone.
Detto così può sembrare noioso. Parecchio noioso, quarantadue persone che parlano della stessa cosa.
In realtà significa fare una cosa che non siamo abituati a fare: parlare e confrontarci. Siamo abituati a pensare "No, non l'ho fatto bene, le sensazioni che provo non sono vere, oddei mi sono messa a piangere, che figuraccia"...e un sacco di immondizie simili. La condivisione, in questo caso, penso abbia aiutato molti di noi a tirare fuori emozioni che di solito - per vergogna o paura - rimangono nascoste; scoprire che gli altri possono aver provato qualcosa di simile può darci quel po' di rassicurazione che ci serve sulla realtà dei nostri sentimenti.
Dopo tanto tempo seduti, un po' di movimento ci voleva. Prima di pranzo, ci siamo ritrovati tutti a danzare e cantare intorno all'altare centrale, con l'aiuto di due favolose suonatrici di tamburo che hanno messo le ali ai nostri passi. Purtroppo la maggior parte delle canzoni erano in inglese, così ho approfittato per lanciare un appello: abbiamo tanto bisogno di canzoni in italiano! Compositori e scrittori, fatevi sentire!
Per il pomeriggio ci aspettava un'altra attività sacra: l'Oracolo.
Quello dell'Oracolo è un altro ruolo che si sta cercando di recuperare nelle tradizioni della Dea. Prescinde dalla divinazione nel senso classico del termine perchè, in questo caso, è una Sacerdotessa addestrata, in stato di coscienza alterata, ad ascoltare le domande del supplicante e ascoltare e ripetere la risposta che la Dea le sussurra. E noi avevamo ben tre Sacerdotesse che ci attendevano, le loro fattezze rese irriconoscibili e misteriose dai veli. Sì, d'accordo, dalla corporatura e dalla voce le potevamo riconoscere (sopratutto quelli di noi che le conoscevano bene di persona): ma come era già successo il giorno prima, ho visto nettamente l'aspetto rituale avvolgere la persona a cui eravamo abituati, uno spostamento di realtà sottile come un velo...però incredibilmente potente da vedere di persona.
Potevamo fare solo una domanda. Una. Questo ha messo molti di noi in crisi, anche perchè eravamo stati avvisati che non sempre le risposte potevano sembrare coerenti...l'aggettivo "sibillino" dice niente?
Alla fine dell'Oracolo, abbiamo avuto ancora un'oretta per parlare, e abbiamo ancora condiviso esperienze e opinioni. Si è parlato anche della Goddess Conference, perchè si sta organizzando un viaggio di gruppo per andarci...le nostre avventure con la Dea sono appena iniziate.
Foto di Yasmine Estienne
Sono profondamente grata a Kathy, a Erin, a Anna, a Sarah, a Claudia, a Mirko, alle due fantastiche traduttrici che per due giorni ci hanno permesso di comunicare con la gente di Avalon, e a tutti gli altri partecipanti. Spero che vi siate ritrovati in queste righe, che abbiate ricordato e che abbiate sorriso, e che magari vogliate lasciarmi un saluto nei commenti!
Il post è dedicato a Teresa...perchè la sorpresa di reincontrarsi dopo anni sotto il manto della Dea è un'emozione unica!
Domenica 21 aprile 2013 si è svolto a Vigonza (PD) il primo workshop italiano di Kathy Jones del Glastonbury Goddess Temple dedicato all'esperienza sacerdotale al servizio della Dea. Questo evento è stato organizzato dall'associazione Argiope e ospitato dagli amici de "Il Cerchio della Luna Piena".
Eravamo circa una trentina di donne da tutto il Nord e il Centro Italia, più qualche uomo coraggioso, tutti riuniti per ascoltare una storia fatta di esperienza e servizio: Kathy infatti è solo la punta dell'iceberg di moltissime donne e uomini che hanno trasformato le loro idee e ispirazioni in eventi concreti e sopratutto continuativi. Non solo il Goddess Temple, aperto nel 2002, ma anche la Goddess Conference, una settimana di seminari e rituali a Lammas giunta ormai alla 18° edizione...un dato, questo, che sorprende molto qui in Italia dove le iniziative del genere purtroppo hanno vita breve.
Kathy e l'Altare della Ruota.
Foto di Sarah Perini
Cosa vuol dire ricevere "la" Chiamata? Cosa vuol dire "servire la Dea"?
Durante questa fantastica giornata abbiamo scoperto diversi percorsi per comprendere come possiamo percepire la presenza della Dea nella nostra vita di tutti i giorni, scoprire i Suoi nomi e i Suoi volti.
Fulcro e risultato del lavoro di riscoperta compiuto da Kathy e dalle altre Sacerdotesse di Avalon è la Ruota di Brigit Ana, uno schema di corrispondenze tra le divinità, la Terra e le stagioni che viene usata come supporto per la preghiera, la meditazione e le attività rituali.
L'accettare il ruolo di Sacerdotesse, sopratutto per noi donne, non è semplicemente seguire un corso e firmare un diploma: è interiorizzare e diventare il cambiamento che vogliamo portare nel mondo, per fare in modo che le cose cambino alla radice: creare una cultura che alla propria base abbia la solidarietà, la compassione, la condivisione, il servizio, e non la conquista del potere, lo sfruttamento e la prevaricazione, che hanno portato alla rovina anche il bellissimo paese in cui viviamo.
Uno dei momenti più belli del seminario è stato quando abbiamo danzato e cantato intorno all'altare: non avendo avuto spesso l'occasione di partecipare a riti del genere, avrei continuato a ballare fino allo sfinimento!
L'altro momento emozionante è stata la meditazione guidata, per giungere dalla Signora, sentire le Sue parole e ricevere i Suoi doni. Non è un'esperienza facile da descrivere, ed è diversa per tutti: per me è stata un'emozione unica, e spero che tutti coloro che La stanno cercando possano vivere un giorno un momento simile.
Mi è piaciuto particolarmente il senso di comunione che ho provato con le altre persone: eravamo tutti lì per lo stesso scopo, mai così in tanti, tutti giunti alla Dea da percorsi ed esperienze diverse.
L'altro dato interessante è stata la puntualizzazione, da parte di Kathy, che il nostro lavorare con la Dea è un continuo cambiamento e una continua evoluzione: non esistono dogmi, non esistono regole prefissate, ma solo prove, errori ed esperienze. Una lezione che personalmente continuo a dimenticare...e che Lei, puntualmente, mi fa notare nei modi più strani.
Per questo evento bisogna ringraziare Anna Bordin, Sacerdotessa di Avalon italiana (mestrina!) che non solo ha organizzato tutto ma ha anche pazientemente tradotto per noi per quasi otto ore tutti gli insegnamenti di Kathy.