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domenica 19 aprile 2020

John Beckett - Quadricipiti doloranti e la realtà del sacerdozio pagano

John Beckett è un Druido dell'Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi (O.B.O.D), e un membro dell'Ár nDraíocht Féin. Il suo blog, Under the Ancient Oaks, fa parte del Pagan Channel del portale  multireligioso Patheos. John scrive, tiene conferenze, insegna e facilita rituali pubblici dal 2003. Vive a Dallas, Fort Worth.
Traduzione a cura di Elena della Laguna per Casa della Dea, su gentile concessione dell'autore.
Tutti i diritti riservati.




Quadricipiti doloranti e la realtà del sacerdozio pagano


Articolo originale: Sore Quadriceps and the Reality of Pagan Priesthood (1 novembre 2015)

Cos’hanno in comune i quadricipiti (quei muscoli larghi sul davanti della coscia) e il sacerdozio pagano? Continuate a leggere...

L'altare principale e gli Ospiti d'onore - Foto originale di John Beckett 


C’è ancora un vasto ammontare di confusione riguardo cosa significhi essere un sacerdote nel mondo pagano moderno (o una sacerdotessa – in molte tradizioni il genere della persona è irrilevante rispetto al lavoro che fanno, e priest sta diventando un termine di genere neutro). Ci sono quelli che insistono sul fatto che essere un sacerdote sia facile, glamourous, e pieno di potere e estasi.

Ci sono momenti di estasi, e ci sono momenti in cui un sacerdote può fare esperienza di un potere tremendo. Ma non è il vostro potere – il sacerdote è solo il condotto per il potere della divinità coinvolta. Se sei abile e benedetto, puoi contenere il potere, ma non lo puoi controllare, e non potrai mai comandarlo. Se vedi il sacerdozio come glamourous mi faccio domande sulle tue priorità; e il sacerdozio non è mai, mai semplice.

L’anno scorso ho scritto un post su tutto Quello che sono e fanno i sacerdoti pagani (una versione estesa appare nel n. 30 della rivista Witches & Pagans). La lista è lunga: i sacerdoti servono gli Déi, i sacerdoti mediano per gli Déi, e i sacerdoti servono le loro comunità.

La notte scorsa la Chiesa Pagana Unitaria Universalista di Denton ha tenuto il nostro cerchio di Samhain. Volevamo fare un altro labirinto a spirale, come abbiamo fatto nel 2011. O più precisamente, ci è stato segnalato da una divinità di nostra conoscenza che avevamo bisogno di fare un altro labirinto a spirale, e che avevamo bisogno di fare alcuni cambiamenti specifici. E così abbiamo fatto.

In aggiunta al solito lavoro di scrivere e adattare il rituale, c’era anche il lavoro fisico di costruire il labirinto. E’ composto da candele tealight in vasetti di vetro da omogeneizzati. Avevamo ancora i vasetti dal 2011, ma sono stati conservati in un deposito non molto adatto ed erano sporche. Ci sono volute tre ore e mezza di un sabato pomeriggio per pulirle e prepararle.

Foto originale di John Beckett

Ha piovuto parecchio per tutto il venerdì e il sabato mattina, ma più tardi era abbastanza asciutto da rendere il terreno utilizzabile, altrimenti avremmo dovuto allestirlo dentro all’edificio. Avrebbe funzionato, ma all’aperto è meglio. Ci sono volute nove persone e due ore per sistemare tutti i vasetti e le candele – due ore di piegamenti e squat sul terreno umido per mettere tutto al posto giusto. Poi è stata approntata all’interno dell'edificio l’area rituale principale.

Abbiamo rivisto assieme tutto il rituale, mangiato qualcosa, ci siamo cambiati i vestiti, ed eravamo pronti per accogliere gli ospiti. Abbiamo avuto un'ottima affluenza. Samhain di solito è ben seguito, ma molte persone erano occupate a portare i loro bambini a fare Dolcetto o scherzetto. Ho contato 47 persone nel cerchio, e ne sono felice.

Il rituale è andato molto bene. Abbaimo onorato gli antenati e gli spiriti della terra. Abbiamo invitato le divinità dell’occasione: Cernunnos, Brighid e Morrigan, e abbiamo fatto Loro delle offerte. Poi abbiamo camminato nel labirinto. Cynthia, Wren e io eravamo posizionati sul bordo esterno, in preghiera ai nostri Ospiti d’Onore per tutto il tempo che tutti gli altri hanno trascorso nel labirinto. Non avevamo detto alla gente cosa aspettarsi – basandoci sulle conversazioni seguite al rituale, la magia è stata sentita da persone diverse in maniere diverse.

Foto originale di John Beckett

Abbiamo concluso il rituale nel solito modo: un banchetto semplice, ringraziato gli Déi, gli spiriti e gli antenati, e dichiarato chiuso il rito. Dopo ci sono stati alcuni annunci, seguiti da snack, bevande e un sacco di conversazione.
Due persone si sono perse gran parte del rituale – hanno acceso le candele tealight prima che cominciassimo, poi le hanno spente dopo che tutti gli altri hanno finito di percorrere il labirinto.

Quando l’ultimo dei nostri ospiti ha cominciato ad andarsene, abbiamo iniziato a pulire. Le sedie sono state re-impilate, gli altari smontati, e la cucina pulita. E quei 400 vasetti di vetro? Andavano raccolti tutti. Al buio.

La chiesa ha un ripostiglio e teniamo lì alcuni dei nostri equipaggiamenti rituali (tavoli, torce, i vasetti), ma tutte le statue, i calici, le candele, lo stereo, l’impianto audio e il cibo andavano impacchettati e caricati nelle auto.

Ho cominciato a caricare la mia intorno all’una di pomeriggio di ieri con tutta la roba che dovevo portare a Denton per il rituale. Quando ho finito di scaricare tutto a casa alla fine, era quasi l’una di notte. E lo stereo non è ancora stato riassemblato, e non ho ancora pulito gli stivali dal fango.

Non sono giovane e non sono l’atleta amatoriale che ero dodici, quindici anni fa, ma sono generalmente in buona salute. Faccio un sacco di passeggiate. Eppure, ero fisicamente esausto ancora prima di partire da Denton la notte scorsa. Ho dormito bene, ma i miei quadricipiti stanno urlando che non sono abituati a tutti quegli squat per mettere giù e raccogliere tutti quei vasetti. Ci vorrà almeno un altro giorno prima di tornare alla normalità, anche con grosse dosi di ibuprofene. Non ho parlato con gli altri sacerdoti e facilitatori oggi, ma sospetto che stiano tutti sentendo gli effetti di una giornata molto lunga.

Foto originale di John Beckett

Questa è la realtà del sacerdozio pagano – un sacco di lavoro. Non solo il lavoro mentale di pensare, scrivere e parlare con le persone, anche se è importante. Non solo il lavoro spirituale di meditazione, preghiera e offerte, anche se è importante pure quello. E’ anche un sacco di duro, sporco lavoro fisico.

Perchè? Perchè è necessario. Abbiamo aiutato 47 persone ad avere un’esperienza religiosa la scorsa notte. Chissà cosa verrà fuori da tutte quelle esperienze, nel futuro se non tra poco. Magari una persona venuta per la prima volta vorrà esplorare più profondamente il paganesimo. Magari qualcuno che non ha interesse negli Déi o negli spiriti realizzerà che onorare i propri antenati può essere una bella cosa da fare. Magari una persona pagana da lungo tempo si sarà sentito rinnovato e rivitalizzato.
Magari qualcuno ha sentito la chiamata di uno dei nostri Ospiti d’Onore e I ranghi del nostro sacerdozio si espanderanno presto.

Non so cosa succederà. Ho fiducia nel fatto che se faccio le cose giuste per le ragioni giuste, ne seguiranno cose giuste, anche se forse non subito.

Anche quando fare le cose giuste richiede un sacco di lavoro.

giovedì 18 settembre 2014

Rituali sulle rive del Belice



Un "misterioso" rito nei primi di Settembre sulle rive del Belìce aveva suscitato perplessità e stupore nei presenti e nei numerosi lettori di Castelvetranonews.it. Circa 13 persone guidate da una “sacerdotessa” con lunghe vesti bianche si erano radunati sulle rive del fiume con tanto di “rito di iniziazione”.
I 13 “iniziati” erano totalmente coperti di fango, venivano messi al cospetto della “sacerdotessa” che – dopo aver sussurrato loro delle parole – li accompagnava ad immergersi totalmente come un battesimo purificatore - nelle acque del fiume.
La Redazione è riuscita a mettersi in contatto proprio con la "sacerdotessa" Alessandra Di Gesù la quale ha spiegato personalmente la natura di quei riti svoltisi alla foce del fiume Belice.


Chi è la “sacerdotessa” Alessandra Di Gesú?

"Per descrivere la mia attività sono solita utilizzare la metafora dell'accordatore di strumenti, come un accordatore accorda lo strumento perchè suoni in maniera armoniosa in una sinfonia con gli altri strumenti, cosí io aiuto le persone ad "accordarsi" per vivere in armonia con se stessi, con gli altri, con il mondo.
I lavori di Selinunte e le tre giornate che tanta curiosità hanno destato in chi si è casualmente trovato ad assistervi si iscrivono in questa Opera che vede come primo fondamentale passo il recupero della memoria, delle proprie origini e delle radici culturali come tassello di una conoscenza piú profonda di Sè.
Avendo avuto la fortuna di nascere in Sicilia, sin da piccola ho sentito un legame profondo con la dimensione magica e misterica di questa terra popolata sin dalle origini da Dee, Dei, ninfe, sirene, fate, giganti, eroi, personaggi mitici e antiche civiltà di cui possiamo ripercorrere le impronte. In particolare il contatto con la "Tradizione Misterica Selinuntina" è stato per me importante, venivo ai Templi sin da bambina, quando erano ancora aperti e non recintati, vi passavo le giornate percependone l'energia, giocando a celebrare riti che poi ho scoperto essere frutto di antiche memorie... ".

Perchè proprio Selinunte come sede del vostro incontro?

"Forse in pochi sanno che Selinunte e la valle del Belice, con la sua vasta struttura templare e l'importantissimo santuario dedicato a Demetra Malophoros e Kore Persefonessa, è stata al centro della trasmissione e della diffusione di "Misteri" antichissimi, un sistema di pratiche spirituali di natura iniziatica volte a generare nel singolo individuo una trasformazione profonda, far vivere l'esperienza del divino che è in ognuno di noi e condurre alla comprensione della natura della vita oltre la morte.
Ecco il significato e l'importanza di dedicare tre giornate esperienziali nella valle del Belice e all'interno del santuario di Selinunte per ripercorrere le tappe salienti e gli aspetti piú autentici degli antichi "Misteri" che un tempo vi venivano celebrati.
Ed è straordinario osservare con quanta forza e con quanta attualità queste antichissime pratiche con i loro riti, i loro simboli e i loro miti parlino all'uomo contemporaneo guidandolo verso una comprendione piú ampia della propria esistenza."

Qual è la sua missione?

"Come studiosa, depositaria, custode dei "Misteri" per via di trasmissione diretta, ho la responsabilità e la volontà di dare il mio contributo alla crescita collettiva e al recupero della memoria frantumata e dispersa, aprendo la trasmissione a coloro che sentano oggi il richiamo di quella voce che viene dalla parte piú antica di se.
Come del resto negli ultimi decenni operatori sciamanici, maestri e guide spirituali stanno facendo dalle Americhe all'Oriente, destando un grande richiamo ed interesse a conferma di un bisogno sopito di rinascita spirituale.
Aprire dunque al recupero della conoscenza dei "Misteri del Mediterraneo" vuol dire dare l'opportunità di riscoprire la via della spiritualità attraverso una Tradizione che è all'origine della nostra civiltà e che appartiene alle nostre radici. "

Che significato ha compiere i Riti negli antichi templi?

"I grandi maestri costruttori edificarono santuari e luoghi come Selinunte, lungo linee energetiche della terra, con particolari allineamenti astronomici e creando delle geometrie sacre, che aggiungono al valore e al fascino archeologico, un significato spirituale ed esoterico che fa di questi luoghi veri e propri portali.
Realizzare al loro interno la rievocazione delle antiche pratiche rituali, delle feste, delle celebrazioni, dei "Misteri" di un tempo permette di riaprire un ponte di far rivivere questi luoghi e di far risorgere un'energia sopita nella Terra e dentro di Noi."


Cosa avete fatto nelle "Tre giornate Selinuntine"? Perchè proprio il “battesimo” alla foce e l'argilla nei corpi?

La prima giornata si è svolta alla foce del Belice dove si trova una fonte naturale di argilla considerata sacra e miracolosa sin dai tempi antichi. Qui si è svolta la prima fase, quella che in alchimia viene definita "nigredo", ogni partecipante ha simbolicamente "sacrificato" e "lasciato andare" una parte del proprio Ego un apetto della propria personalità e delle proprie abitudini di cui liberarsi (paure, invidie, attaccamenti, superbia...) con l'intento di trasformarli in manifestazioni del proprio Sè superiore, della propria anima (condivisione, gratitudine, gioia, umiltà, amore...
Dunque l'argilla rappresenta la vecchia pelle, la corazza, di cui liberarsi per far emergere la parte piú autentica di noi stessi. Alla "nigredo" è seguita "l'albedo", i partecipanti si sono liberati di questa pelle indesiderata, immergendosi alla foce del fiume lí dove le acque dolci incontrano le acque salate un punto molto forte sotto il profilo energetico, dove si crea una insenatura che rappresenta l'utero materno e le tube, per cui ciascuno immersosi nel simbolico grembo della Madre è rinato dalle acque del mare sotto il segno dell'Amore come del resto la sua Dea Afrodite.
Una volta purificati nel corpo e nello spirito, si ha avuto accesso all'area sacra, ai templi e al santuario dove abbiamo dedicato la seconda giornata di lavori, per approfondire gli aspetti storici culturali e cultuali legati ai "Misteri Selinuntini" proprio nei luoghi in cui venivano compiuti, riconnetterci con archetipi potenti di cui gli Dei sono simbolo e manifestazione, abbiamo ricostruito le tappe fondamentali di quello che era un tempo il percorso rituale, condotto letture tratte da antichi passi misterici, dagli inni Omerici e dalla letteratura del tempo.
Al santuario abbiamo sostato per compiere alcuni atti della celebrazione dei "Misteri" che sono culminati nella "Visita della Dea Demetra Velata" attraverso la cerimonia di "incorporazione della Dea".

Chi sono i partecipanti del "Cerchio"? 

"Coloro che hanno partecipato e che in generale partecipano a questo tipo di attività sono un gruppo di donne e di uomini che provengono da tutta Italia e che nella loro vita quotidiana svolgono le piú varie attività. Persone accomunate dal desiderio e dalla volontà di aprirsi ad un livello piú espanso di coscienza, di conoscenza di Se e di comprensione della Realtà.
Persone che seguono un percorso di riscoperta di una spiritualità autentica che parla il linguaggio della Natura, degli Elementi, della Terra e delle testimonianze del nostro passato. Persone in cammino nella via della riscoperta di Sé come occasione di rinascita personale e collettiva."



Il Messaggio che volete mandare?

"La forza e l'attualità con cui i "Misteri" ci parlano a distanza di millenni, l'interesse che destano anche in chi vi si imbatte senza conoscerne la natura e la storia, deve farci riflettere sull'importanza di aprire i "Cerchi" per creare un Cerchio sempre piú ampio, dando alle persone pronte per questo tipo di esperienze ed autenticamente interessate l'opportunità di accedere a percorsi di crescita personale e a conoscenze che per millenni sono state veicolate all'interno di una ristretta cerchia di iniziati."


giovedì 7 novembre 2013

Preghiera a Sheela-Na-Gig


Colore: rosso terracotta
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia color terracotta mettere ciotole d'argilla piene d'acqua, latte, incenso, cereali, pietre, foglie e candele. Una figura di Sheela-Na-Gig al centro.

Dea della fertilità,
Tu che stai nuda e fiera
Porta sempre aperta
Del sacro canale della vita
Da cui tutti veniamo
E a cui tutti torneremo.
Noi parliamo della sacralità del corpo,
Della porta delle donne
Da cui tutti noi siamo entrati
In questo mondo di carne e sangue.
Tu ci ricordi che questa carne e questo sangue sono sacri
Come mente, cuore e spirito,
Anche quando si contrastano,
Anche quando sembrano tradirci,
Anche quando li vorremmo diversi.
Tu ci ricordi che l'incarnazione
Non è una prigione ma un privilegio,
E che anche l'ultima
E la più profana parte del corpo
E' sacra e preziosa.
Tutti siamo nati da una donna,
Tutti siamo nati da un corpo,
Tutti veniamo al mondo nel dolore
Ma portando la più grande gioia.
Fa' che non dimentichiamo mai il tocco
Tra pelle e pelle, anche il più leggero
Che ci rimandi il privilegio di essere qui ora.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

martedì 29 ottobre 2013

Un rito per Samhain

Samhain, inutile negarlo, rimane una delle nostre feste preferite: ci prepariamo ad affrontare l'inverno, salutando gli antenati e le persone care che se ne sono andate durante l'ultimo giro della Ruota dell'Anno.
Questo rito mi piace particolarmente perchè declina gli aspetti degli elementi secondo questo tema portante.

Approfitto per farvi i miei migliori auguri per dei festeggiamenti gioiosi, e non dimenticate di passare a trovare gli amici di Le vere origini di Halloween, anche per raccontare le tradizioni della vostra regione!


Colore: nero
Elemento: Terra e Aria
Altare: l'altare dev'essere una tavola, allestita per un banchetto. Tra i piatti mettere immagini di teschi, ossa, cibo per i defunti, un braciere, le altre decorazioni tipiche della festa, e foto dei defunti. A portata di mano, petali di rosa secchi.

Est:
Spiriti dell'Est, Poteri dell'Aria
Venti che spargete le ceneri,
Venti che cullate i lamenti
e i nostri gemiti con ali nere,
Oggi vi parliamo dei nostri cari,
Li chiamiamo dall'Oltre,
E li onoriamo con le nostre voci!
Ascoltateci!

Sud:
Spiriti del Sud, Poteri del Fuoco
Fiamme del rogo funebre,
Scintilla nell'oscurità,
Noi purifichiamo le nostre vite qui e ora,
Bruciamo per i nostri morti,
E li onoriamo con il nostro cambiamento!
Ascoltateci!

Ovest:
Spiriti dell'Ovest, Poteri dell'Acqua,
Polle e fiumi del sottosuolo,
Lacrime salate e freddo del profondo,
Doniamo i nostri cuori alla Necessità,
Noi beviamo con i nostri morti,
E li onoriamo con il nostro pianto!
Ascoltateci!

Nord:
Spiriti del Nord, Poteri della Terra,
Oscurità che ci circonda, che ci seppellisce,
Polvere e silenzio nell'attesa,
Noi vediamo la mortalità intessuta in noi,
Ci inoltriamo nella Terra dei Morti,
E li onoriamo con le nostre mani!
Ascoltateci!

(Uno fa un passo avanti .)

Bevete, per i Morti!
Dite i loro nomi, voi che li avete amati
Coloro che hanno lasciato in questo mondo
Ma che non sono dimenticati.
Dite i loro nomi, voi che non li avete mai conosciuti
Tranne che attraverso voci, parole o immagini
E vi hanno ispirato,
Dato coraggio, o calore.
Nominate i vostri antenati nel sangue.
Nominate i vostri antenati nello spirito.
Nominate i vostri antenati nella tribù.
Nominate i vostri antenati nella fede.
Chiamate coloro che per voi non hanno nome
Ma senza di cui non sareste mai nati.
Chiamiamo i nostri Morti, come facciamo ogni anno,
Ricordiamogli che non sono dimenticati,
Ricordiamogli che sono ancora amati.

(Ci si passa la coppa, e ognuno parla di un proprio defunto. Si beve un sorso dalla coppa e si dice "Anche lei/lui/loro è seduto con noi a questa tavola." Si prende una manciata di petali di rosa essiccati, e le rimanenti vengono sparse sul tavolo. Una persona, velata, avanza con una sfera di cristallo in mano e recita:)

Saluti al Velo Tra I Mondi!
Saluti alle ossa nella Terra,
Saluti alle ceneri nel fuoco,
Saluti al cibo per i pesci dell'oceano,
Saluti al cibo per i rapaci delle montagne!
Saluti ai Segugi di Hel che divorano i corpi!
Saluti al Corvo e all'Avvoltoio!
Saluti al sentiero che tutti percorreremo,
Ma a cui non giungeremo soli!
Saluti ai nostri antenati, che ci aprono la via!
Saluti al freddo respiro della Luna!
Saluti al calore ardente del Sole!
Saluti all'eterno girare delle Stelle!
Saluti al sale della terra e delle lacrime!
Saluti al concime che nutre i germogli!
Saluti alla spirale che gira in eterno!
Saluti al Buio, controparte della Luce,
Saluti a quel Buio da cui ha origine la Vita!
Saluti a quelli che hanno passato il Velo
E sono ritornati,
Saluti a coloro che siamo stati,
E saluti a coloro che saremo!
Onore ai Morti!
Onore ai Morti!
Onore ai Morti!

(Ciascuno getta i petali nel braciere.)

L'anno sta girando, e siamo ad un crocicchio.
Ricordate di essere vigili stanotte,
Perché il Buio anela sempre alla Luce,
Come la Luce anela al Buio,
Così è stato, così era, e sarà per sempre,
E così sia!

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

martedì 3 settembre 2013

Preghiera del Miglio


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere ciotole di chicchi di miglio, ciotole di miglio cotto, e un boccale di birra africana di miglio.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera del Miglio,
Grande chicco dell'Africa,
Piantato nei campi caldi
Tra l'igname e i meloni,
Chicco del sole più caldo,
Yin del grano saraceno yang,
Io canto la preghiera del Miglio.



Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

venerdì 30 agosto 2013

Preghiera del Riso


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere ciotole di riso cotto, ciotole di chicchi di riso, e immagini delle divinità del riso.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera del Riso.
Grande chicco dell'Asia,
Frutto di mille risaie,
Vita di miliardi di persone,
Cereale del dio topo Daikoku,
Cereale della sacra volpe Inari,
Donatore di prosperità,
Io canto la preghiera del Riso.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

Preghiera del Quinoa


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere un cesto di spighe di quinoa, e porridge di quinoa.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera del Quinoa,
Grande chicco delle alte montagne,
Nutrimento del continente del sud,
Che spicca verso il cielo,
Porridge e detergente,
Terreno sotto i raggi dorati,
Io canto la preghiera del Quinoa.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

martedì 27 agosto 2013

Preghiera dell'Amaranto


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere una bracciata di spighe d'amaranto, pane di farina di amaranto.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera dell'Amaranto,
Grande chicco del deserto messicano,
Sacro chicco che cresce alto più di un uomo
Dal seme più piccolo di tutti,
Abbondanza nell'asciutto
Salvezza nella siccità,
Io canto la preghiera dell'Amaranto.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

venerdì 23 agosto 2013

Preghiera del Mais


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere una falce, un cesto di chicchi di mais, pannocchie, un boccale d'argilla pieno di latte.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera del Mais,
Grande cereale del Continente del Nord,
Giallo, bianco, rosso, blu e nero,
I colori delle quattro direzioni,
E il centro dello spirito,
Il cui nome è "Vita"
Io canto la preghiera del Mais.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

Preghiera dell'Avena


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere una falce, un cesto di spighe d'avena, pannocchie, un boccale d'argilla pieno di latte, e una ciotola di fiocchi d'avena.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera dell'Avena!
Nutrimento ai cavalli in Inghilterra
E nutrimento dei guerrieri di Scozia,
Porridge che riempie lo stomaco
Degli uomini dipinti
Per mille e mille anni.
Tu cresci nel freddo fango bagnato
Dove il frumento non arriva.
Tu non ti curi del vento pazzo,
Portandoci devotamente ogni chicco
Per il nostro nutrimento.
Io canto la preghiera dell'Avena!


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

martedì 20 agosto 2013

Preghiera della Segale


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere una falce, un calice d'acqua, un cesto di spighe di segale, e una forma di pane di segale.

Io canto la canzone della falce,
Che s'incurva nell'aria,
Tagliente e affilato il suo respiro,
Ritmico il suo cammino,
Il dente della Luna,
Il rasoio del Sole.
Perché "tagliente" significa che potremo mangiare quest'inverno,
Perché "affilato" significa che ce ne sarà abbastanza.
Possano quelli di noi che hanno in se' la lama
Tirare fuori il proprio filo tagliente
E usarlo per il nutrimento di tutti.


Io canto la preghiera della Segale,
Cereale del freddo nord,
Chicco a cui serve poco per prosperare,
Chicco che nutre quelli delle terre peggiori,
Il più alto delle teste ondeggianti,
Scura farina di nutrimento,
Io canto la preghiera della Segale.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

venerdì 16 agosto 2013

Preghiera del Frumento


Colore: oro
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia dorata mettere un fascio di frumento, un boccale d'argilla pieno di birra di frumento, e una forma di pane di frumento integrale appena sfornato.

Oggi, dolce re dorato,
La mia mano appartiene a Lei
Come il tuo corpo.
Ti ringrazio per il dono della vita
E prometto che rinascerai l'anno prossimo
Tramite queste stesse mani.
E a tua volta
Quando il mio corpo tornerà a Lei
Promettimi
La stessa speranza;
Fammi rinascere in una gioia senza fine.

Io canto la preghiera del Frumento,
Primo chicco delle carovane d'Europa,
Tu che hai fatto sì che il pane lieviti,
Tu che hai fatto il bianco impasto dolce,
Tu che sei dolce
E puoi durare mille anni
E ancora fiorire nella Terra.
Io canto la preghiera del Frumento.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

venerdì 9 agosto 2013

Preghiera del Grano Saraceno


Colore: verde
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia marrone mettere spighe di grano saraceno in un cestino, una tazza d'argilla piena di latte, e una ciotola di porridge di grano saraceno o di pancakes.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio
Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera del Grano Saraceno,
Grano dell'alto Tibet,
Campi di foglie come cuori
E di delicati fiori bianchi,
Chicchi a forma di piramide,
Amato dalle api,
Io canto la preghiera del grano saraceno.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

martedì 6 agosto 2013

Preghiera dell'Orzo


Colore: marrone
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia blu mettere un boccale d'argilla pieno di birra, una ciotola di porridge d'orzo, e un fascio d'orzo.

Io canto la preghiera dei chicchi,
Che hanno sostenuto i miei antenati
Che hanno rafforzato i miei antenati
Che hanno riempito tutte le bocche dei bimbi affamati
Che si sono moltiplicati dalla terra,
Dando molto di più di quello che prendevano.
Io canto la preghiera del sacrificio

Perché essi sono morti
Affinché noi vivessimo.

Io canto la preghiera dell'orzo,
Che cresce dai passi di Frey
Tagliato nel corpo di Ing
Distillato per fare la bevanda
Che alza i cuori e riscalda famiglia e amici
Chicco della compagnia,
Chicco della Runa del Sacrificio,
Io canto la preghiera dell'orzo.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

mercoledì 31 luglio 2013

Lammas


All'inizio di agosto si festeggia Lammas, la festa del raccolto, in cui si celebra l'unione feconda tra la Madre Terra e il Sole, il cui frutto sono i cereali e quindi il pane, uno degli alimenti su cui si basano la nostra alimentazione e la nostra cultura.

Colore: oro, tutte le tonalità del giallo
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia oro e viola mettere cesti di pannocchie, ciotole di cereali, boccali d'argilla pieni di birra e vino, grappoli d'uva, e altri frutti del raccolto. Il posto principale va ad una grande pagnotta e alla bambolina di foglie di granturco dello scorso Lammas. Tenere a portata di mano la nuova bambolina.

(chiamare i quarti con la falce, il flagello, il cesto e la pentola.)

Est:
Spiriti dell'Est, Poteri dell'Aria!
Voi che siete il freddo acciaio della falce,
Voi che siete la lama che separa
L'uno dall'altro,
Vita da Morte,
Voi che siete il fumo nel vento
E i portatori della nuova alba,
Siate con noi oggi!

Sud:
Spiriti del Sud, Poteri del Fuoco!
Voi che siete il brillante sole su di noi,
Voi che siete l'abbagliante luce del giorno,
Lo sferzante caldo dell'estate
Che portate il grano verso il cielo,
E lo fate diventare dorato,
Siate con noi oggi!

Est:
Spiriti dell'Est, Poteri dell'Acqua!
Voi che siete la pioggia gentile che cade
Per nutrire le piante e farle crescere,
Voi che siete la tempesta estiva
Che abbatte ciò che ha nutrito,
Voi che siete capricciosi quanto eterni,
Siate con noi oggi!


Nord:
Spiriti del Nord, Poteri della Terra!
Voi che siete la terra sotto i nostri piedi,
Voi che ci sostenete e ci nutrite,
Voi che ci fate crescere,
Voi a cui torneremo tutti un giorno,
Noi vi onoriamo oggi.
Siate con noi!

Padre Sole,
Tu che splendi sopra di noi,
Donaci il pane in questo giorno
E sarai con noi sempre
Con gioia e allegria
Anche quando vedremo la tua rotta nel cielo
Abbassarsi lentamente dallo zenit,
Questo è ancora il tuo tempo,
Tu sei ancora forte,
Signore della Terra,
Fino al giorno della tua caduta.

(La falce è agitata in aria.)

In questo tempo del raccolto,
Quando il Sole inizia la sua discesa dal cielo,
Noi troviamo bellezza e gioia nei nostri focolari.
Perché quando cade il Sole, cade anche il grano,
Così come cade ogni pianta nutrita da quei raggi dorati,
Cade nelle nostre mani per nutrirci,
E saremo nutriti,
Perché Lui è nato dal grembo della Madre molte lune fa.
Il Sole è diventato parte delle nostre memorie
E lo porteremo con noi per sempre,
E il grano diventerà parte dei nostri corpi,
E lo porteremo con noi,
Perché essendo legati al ciclo della vita
Anche se è doloroso, è la cosa più vera
Che ognuno di noi può fare.

(Si passa il pane e lo si mangia.)

Non dimentichiamo, in questo tempo del raccolto,
Il potere dell'amore sopra e sotto la Terra.
A Beltane, quando l'amore fluisce
In ogni direzione, libero e senza limiti,
Noi lo sentiamo come un'onda di piacere
Non sfiorato dal dolore.
Al Solstizio, quando il Re Quercia muore
Impariamo ancora, e per la prima volta,
Che c'è dolore nell'amore, e più è profondo l'amore
Più grande è il dolore. E adesso siamo di fronte
Al primo funerale dell'anno, abbiamo
Un indizio di quanto profondi amore e dolore possono essere.
Possa questa conoscenza accompagnarci
Attraverso i giorni luminosi ed oscuri
E all'alba che verrà.
Assaggiate la dolcezza e ringraziate
Perché nella vita c'è amore.

(Si passa il vino e lo si beve.)

Segui il serpente fino alla fine del labirinto,
E là troverai la porta sotto la terra.
Cammina in mezzo alle radici di tutta la vita
E là troverai la fonte di tutta la vita.
Segui le radici fino ai fiumi sotterranei
E là troverai il nutrimento più profondo.
Nuota nei fiumi attraverso le caverne più oscure,
E là troverai nascosta la scintilla della vita.
Segui la scintilla verso l'alto attraverso il suolo
Finchè non esce fuori nell'aria danzante.
Guardala volare in alto verso il Sole suo progenitore,
Come l'oro ritorna all'oro
E i cieli si riprendono ciò che è loro.
Non lasciare andare quella scintilla!
Slanciati in alto mentre cresce,
Rischia nel cielo splendente e nel volo
Anche se volesse dire morire,
E comprenderai il Mistero.

(Portare la vecchia bambolina al focolare e bruciarla, e mettere al suo posto sull'altare quella nuova. Festeggiare!)

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

lunedì 15 luglio 2013

4. Accendere un incenso

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.


Dopo le candele, la seconda cosa che prende tutti, dai wikkaminkia ai grandi sacerdoti del vattelapesca, è l'incenso.
Alzi la mano chi di noi non ha avuto gente in casa che è entrata, ha storto il naso e ha detto "...che cos'è quest'odore di chiesa?"
Eeeeh, purtroppo dovete farci l'abitudine, amici cari: l'abitudine di bruciare incenso ed altre essenze aromatiche accompagna i riti religiosi da sempre.
Letteralmente: i primi utilizzi risalgono al Neolitico cinese, secondo i dati archeologici, mentre il più antico bruciaincensi appartiene alla Quinta Dinastia egizia, cioè poco meno di tremila anni fa.

Grossolanamente si può dividere il mondo dell'incenso in due grandi famiglie, sia geografiche che metodologiche: l'incenso in grani ad Occidente e quello in bastoncini in Oriente.
Quest'ultima affermazione può apparire decisamente strana: per la maggior parte di noi, i bastoncini d'incenso sono stati il primo (e molte volte anche l'unico) contatto con questo aromatico mondo...se non contiamo l'incenso che si usa in chiesa.
In realtà, in Occidente l'incenso fin dai suoi primi utilizzi si è sempre bruciato in grani, versati sui carboni ardenti. L'uso massiccio dei bastoncini in Occidente risale alla prima ondata New Age, quando i santoni indiani e i loro discepoli occidentali in cerca di verità importarono l'usanza e il suo simbolismo.



Facciamo un passo indietro: che cos'è l'incenso?
Quello più usato è la resina essiccata di un albero, la Boswellia, pianta originaria del sud della penisola araba...già, proprio l'antico regno di Saba e della regina Bilquis1. E' stato proprio il commercio della preziosa resina a creare le vie carovaniere, a incentivare i contatti culturali con le altre civiltà (quella greca, romana e di area mesopotamica) e a rendere appunto il regno di Saba così ricco.
Dopo la Via della Seta, la Via delle Spezie e la Via dell'Ambra, un altro cammino da riscoprire.



Oltre a questo, ci sono molte altre resine arboree che possono venire usate allo stesso scopo:

fonte: wikipedia

Vari tipi di incenso: (da sinistra verso destra, dall'alto in basso) makko (Machilus thunbergii), canfora borneola (Dryobalanops aromatica), benzoino di Sumatra (Styrax sp.), incenso dell'Oman (Boswellia sacra), guggul (Commiphora wightii), incenso dorato (Boswellia papyrifera), balsamo del Tolu (Myroxylon toluifera), mirra di Somalia (Mirra commiphora), labdanum (Cistus villosus), opoponax (Commiphora opoponax), sandalo indiano bianco (Santalum album).

A queste resine vengono poi aggiunte parti di piante essiccate (fiori, corteccia, legno, bacche), miele o altri aromi per raggiungere alla fine il profumo desiderato.

Per l'uso dell'incenso in grani serve un elemento essenziale: mancando di larghi bracieri, necessita di un carboncino. Si tratta di un piccolo disco di carbone, che va acceso su una fiamma e che diventa incandescente.2 Su di esso viene appunto versato l'incenso.
L'incenso in bastoncini, invece, risolve il problema della ricerca del combustibile: il composto di erbe e incenso avvolge un sottile bastoncino di legno, di solito bambù. Bruciando quest'ultimo, brucia anche l'incenso.



Sull'uso devozionale dell'incenso
L'incenso è tradizionalmente associato all'elemento Aria, ma l'incenso acceso conterrebbe tutti e quattro gli Elementi: l'Aria (il fumo), la Terra e l'Acqua (per comporre la miscela) e naturalmente il Fuoco.
Che si tratti di prezioso incenso planetario preparato con ricette antichissime o solo della resina dei pini dell'ultima volta che siamo stati in montagna, il significato è lo stesso: il fumo sale verso l'alto, verso gli Dei, portando loro le nostre parole, le nostre suppliche, le nostre preghiere e l'affetto e la devozione che portiamo loro...gli stessi gesti da migliaia di anni.
A ciascuna divinità sono associati profumi ed essenze appropriate al culto3; può essere utile esplorare il perchè storico e simbolico di queste associazioni.

Oltre a questo, ricordiamo il semplice fattore fisico del profumo. Il senso dell'olfatto è considerato uno dei più antichi, considerati i collegamenti che ha con le parti più primitive del cervello. L'aroma dell'incenso e delle altre erbe consente di arrivare in tempi brevi a uno stato leggerissimo di coscienza alterata, perchè sono le nostre percezioni ad essere modificate. Si sente il profumo di un luogo che non è la nostra camera, e non siamo più lì. 

O, in termini più semplici, sacralizza e ritualizza il tempo e il luogo della preghiera.



Consigli utili:
- usate incenso di buona qualità.
Sembra banale, ma spesso per comporre gli incensi più economici vengono usate sostanze di dubbia provenienza, tossiche alla combustione. Spendere bene, in questo caso, è spendere meglio.
Personalmente consiglio StarChild per l'incenso in grani, e HolyArt per acquistare i carboncini.

- per risparmiare, uso metà carboncino alla volta: tagliarlo con il coltello lo ridurrà in frammenti inservibili, mentre un piccolo seghetto (in ferramenta a 3 €) renderà tutto più facile. Anche quando usavo i bastoncini, di solito li tagliavo in quattro alla bisogna.

- per accendere il carboncino, si può usare una forchetta o, se riuscite a trovarla, una pinza per le zollette di zucchero.

- Ricordiamoci sempre che si tratta di fuoco, dunque attenzione alle braci e alle scintille (specie per il carboncino, che rimane incandescente a lungo). Il fumo può dare fastidio alle persone che hanno problemi respiratori. Finite le pratiche rituali e devozionali, è bene arieggiare l'ambiente.


Note
1 - o Machedà, per la tradizione etiope
2 - nota per le wikkaminkia: non si può usare la Diavolina come sostituto del carboncino. No, non si può. Ho letto su un forum che "si poteva fare" e la cosa mi è rimasta impressa dopo anni...
3 - volendo citare una fonte antica, gli Inni Orfici segnalano, prima di ogni inno, il profumo appropriato.

lunedì 20 maggio 2013

3. Accendere una candela

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.


Candele e paganesimo.
Candele e stregoneria.
Candele e Wicca.
Serve ancora parlarne?
Assolutamente sì, se non altro per l'ondata di affettuoso fanatismo che si provoca accennando all'argomento. :)


Della sacralità del fuoco si è già parlato su questo blog, e in effetti la passione pagana (e non) per le candele in fin dei conti si riconduce a questo: all'unica possibilità per la maggior parte di noi di avere del fuoco a disposizione1.

Perchè avere questa scintilla di sole sembra così indispensabile? Perchè su ogni strabenedetto libro di Wicca per principianti non mancano mai gli incantesimi con le candele, tanto da venire presentati come esempio principe nel mitico "The Craft"?

"Sai come funzionano?"
"Bè, si accende lo stoppino."

Perchè, per quanto piccola sia la candela, per quanto si tratti di una banalissima tealight dell'Ikea invece che di una candela in cera vergine d'api costruita secondo leggi planetarie precise, sempre fuoco è.

Dove c'era il fuoco c'erano calore e vita. C'era un baluardo contro le tenebre che avvolgevano il mondo durante la notte, c'era cibo cotto che rinfrancava il corpo, e il calore della famiglia che si stringeva attorno al focolare...2

Non posso che concordare, tanto che nella mia famiglia vige una piccola tradizione: quando si esce di casa e si sa che qualcuno deve tornarci e trovarla vuota - magari quando è inverno e fa freddo - si lascia una candelina accesa in casa. Un piccolo pensiero di luce e calore.

Anche se per motivi di sicurezza rimane accesa nel lavandino con 1 cm d'acqua intorno.


Custodi della Fiamma

In mancanza del fuoco di Vesta e delle altre antiche fiamme sacre a cui attendere, ho scoperto che il custodire una fiamma a turno o assieme si sta lentamente facendo strada tra le pratiche comunitarie.


L'Ord Brighideach, ad esempio, si occupa di tenere accesa una fiamma in onore di Brigid, come facevano le sacerdotesse del Suo santuario di Cill Dara. Ci si può iscrivere individualmente o si può scegliere di appartenere a una Cell, cioè a un gruppo di 19 persone3.


La Fiamma di Avalon invece è nata durante la Goddess Conference del 2004 e viene tenuta accesa dal Goddess Temple di Glastonbury una volta al mese4; gli appuntamenti sono segnalati sul loro sito.
Ne sono anch'io orgogliosa custode e spacciatrice.

Se conoscete altri gruppi di Custodi sarò felice di inserirli!


Sicurezza innanzitutto


D'accordo la devozione, ma abbiamo a che fare con un elemento che non merita solo rispetto ma anche molta attenzione. Dunque:

- mai lasciar bruciare una candela senza nessuno in casa o durante il sonno
- attenzione a cani, gatti e bambini
- usare un portacandela adatto e tenerlo sempre ben pulito da cera sciolta e altri materiali. Appoggiarlo su superfici stabili e resistenti al calore.
- attenzione a correnti d'aria, finestre aperte, tende e fogli volanti

Note
1 - Sì, c'è il fornello...ma quel fuoco è per la kitchen magic e le carote saltate al timo.
2 - Per gentile concessione di Bastet dei Demiurghi (La Fiamma di Vesta, cap. 5)
3 - a Cill Dara le sacerdotesse vegliavano il fuoco per 19 notti, la ventesima era la Dea stessa a custodire il fuoco.
4 - Flame of Avalon (inglese)
Fiamma di Avalon (italiano)
Se passate per Venezia contattatemi: sarò lieta di passarvela di persona :)

venerdì 5 aprile 2013

2. Preghiere sui pasti

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.


“Eat and carouse with Bacchus, or munch dry bread with Jesus, but don’t sit downwithout one of the gods.” D.H. Lawrence
Nutrirsi fa parte delle azioni principali e necessarie dell'essere vivi. Mentre una volta eravamo direttamente partecipi della produzione del nostro cibo - con l'agricoltura e l'allevamento - oggi ci basta andare al supermercato; però mi sembra importante ringraziare non solo per il fatto di avere del cibo sulla tavola (che al giorno d'oggi è una cosa da non dare per scontata, con questi chiari di luna!) ma anche del fatto che nutrendoci partecipiamo del ciclo vita/morte/vita.

Non entro nel discorso vegani vs carnivori, ma un dato di fatto c'è: se vogliamo mangiare, un organismo vivente deve smettere di vivere, che si tratti di un broccolo o di un manzo. Ciò che è stato vivente entra dentro di noi per nutrirci e creare nuova vita. Per citare The Lion King,
"Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba, e le antilopi mangiano l'erba, e così siamo tutti collegati nel grande Cerchio della Vita."
Semplicistico? Non credo. Mangiare significa fare parte di un ciclo sacro che collega tutto il nostro mondo, un ciclo che come pagani affrontiamo con rispetto e reverenza.

Divinità della cucina, del cibo e del focolare di casa ce ne sono molte e diverse (clicca qui per una lista di massima). Nel mondo greco e romano, la più importante di queste era Hestia/Vesta, tanto che nessun banchetto e nessun sacrificio veniva effettuato senza che la prima e l'ultima preghiera fossero dedicate a lei.

Si può scrivere una breve preghiera alla divinità a cui si sceglie di dedicare il pasto e la sua preparazione, oppure anche - se ne si ha la possibilità - tenere da parte un boccone e bruciarlo come offerta1, o lasciarlo all'aperto per permettere a qualche creatura affamata di nutrirsi.

Un link utile - in inglese - di preghiere sui pasti è questo: Mealtime Prayers for Pagan Families
Se invece volete approfondire l'argomento, vi consiglio Eating Gods, Eating Us, da ui ho anche tratto la citazione di apertura.


I tabu alimentari
Dopo aver letto Totem e tabu per un esame, l'argomento non è stato più lo stesso per me. Perché evitare di mangiare un determinato genere di cibo? A parte per le questioni di igiene e manutenzione - come il maiale nei paesi arabi - perché fare questa scelta?
La maggior parte dei miei amici che hanno un tabu di questo genere lo manifestano sopratutto nei riguardi di qualche animale bello o decisamente coccoloso, come i cavalli e i conigli; allo stesso modo, in Italia ci si scandalizza quando si parla dell'abitudine di mangiare i gatti durante i periodi di carestia, o del fatto che in Cina si mangino i cani...le cavallette vanno bene, ma per carità, i cani no! E potrei andare avanti all'infinito...la diversità culturale ha creato nei millenni differenti modi di pensare al riguardo.
E la diversità religiosa c'entra molto in questo...anche se, ad esempio, non so quanti cristiani si ricordino di non mangiare carne il venerdì.
Per i pagani, quali tabu alimentari esistono?
Come al solito, nessuno di prescritto. Di norma è la persona a decidere se e come rinunciare ad un cibo e sopratutto il perché.
Una delle ragioni può essere il fatto di avere un animale totem: spesso con questo genere di animali si instaura un forte legame e si fa la scelta di non mangiarne; ad esempio io per abitudine di vecchia data non mangio il cinghiale...e fortuna che la carne di lontra in giro non si trova, o dovrei rinunciare anche a quella.

Avete dei tabu alimentari? Se sì, quali sono?


Note
1 - quando ho ritrovato questa usanza nel libro Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini mi sono commossa come una bambina...

venerdì 29 marzo 2013

1. Preghiere del mattino e della sera

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.

Dedicato a Mrs. Hare :)


Il sole sorge, il sole tramonta. Notte, giorno.
Il principale ritmo che la natura e gli dei ci danno, prima ancora dei cicli lunari, dei solstizi e degli equinozi e di quel che sta nel mezzo, sono il sorgere e il calare del sole e il relativo avvento/calata dell'oscurità.

Per la maggior parte dei pagani, il Sole è immagine di una divinità, che si segua il pantheon egizio (Ra), quello greco (Helios), nordico (Sol) e via dicendo...la lista è decisamente lunga.
O, se proprio non si vogliono tirare in ballo le divinità, il Sole è e rimane la fonte di vita del nostro pianeta, che senza di esso (e di un tot di reazioni chimiche, giganti deceduti, argilla, torni da vasaio e anatre starnazzanti) sarebbe una palla di roccia priva di vita.

Trovare una divinità del proprio pantheon a cui si vuole consacrare l'inizio della giornata e una preghiera ad esso collegata può essere interessante: una delle preghiere più antiche in questo senso è un inno egizio dedicato al sole...

"...Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché
possano gustare il tuo calore.
Hai creati cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole..."

par. IX, Inno al sole, da Wikipedia

...nonché quello dell'imperatore Giuliano II1 

"...Così che, ritirandomi dal gregge volgare
e dall’empio discorrere dell’era presente,
la mia anima possa trionfare sui mali della sua nascita;
spesso a Te congiunta in dolcissima unione
attraverso un’energia ineffabile, possa elevarsi
al di là delle più alte forme sopramondane
e nel luogo supremo contemplare,
emergente dalla profondità intelligibile,
la trascendente, solitaria bellezza del Sole."
Inno al sole di Giuliano II, da blog.visionaire.org

Un altro modo per iniziare la giornata riguarda anche la festività o la divinità a cui è consacrato quel giorno in  particolare.
Vi avviso: se per il pantheon romano la cosa è semplice (c'è il comodo Calendario), per quello egizio e greco su base lunare è. Un. Casino.
No, sul serio.
Mettersi da soli a fare le comparazioni tra quei calendari e quello attuale è peggio che chiedere a due master di D&D un'opinione sulle regole. Ci guadagni solo un gran mal di testa, per non parlare del mutuo da spendere in Maalox.
Grazie al cielo ci sono gruppi, siti e pagine di Facebook che ci aiutano fornendo dei comodi calendari...sperando sempre nella serietà dei calcoli e dell'accuratezza storica.
Personalmente consiglio:
- Amentet Neferet per il calendario egizio
- Prayers to the Gods of Hellas per quello greco.


Per quanto riguarda la notte il discorso è similare; per fortuna il vecchio dualismo luce=buono/buio=cattivo sta lentamente scomparendo. Perché la notte è importante quanto il giorno, anche se nel novanta per cento dei casi siamo abituati (o obbligati?) a considerarla un comodo serbatoio di ore in più da utilizzare...beh, per vivere. 
Le preghiere della notte sono nella maggior parte dedicate alle fasi lunari. A mio avviso, una divinità da rivalutare in ambito mediterraneo è Nyx, che affettuosamente chiamo Madre Notte da quando bambina la vidi coprire  il cielo con il suo manto in uno degli episodi di Fantasia della Disney.

Testi consigliati:
Titolo: A Book of Pagan Prayer
Autore: Ceisiwr Serith
Editore: Weiser Books
Pubblicazione: 2002
Numero di pagine: 302 p.
Prezzo: $19.95 (Ebook Kindle € 11,06)
ISBN: 978-1578632558

Semplice e scorrevole, offre preghiere e piccoli rituali per ogni momento della giornata. Recensione a breve!



Note:
1 - detto l'Apostata o il Fedele a seconda di che parte lo si guardi

mercoledì 27 marzo 2013

La devozione quotidiana

Immagine da druidstone.deviantart.com
Ci sono quei periodi.
Ogni luna piena fai tutti i rituali del caso, ti ricordi sempre la candela rossa durante il ciclo, addobbi la casa per le feste della Ruota, e fai venti telefonate in giro per essere assolutamente sicura di essere libera quando c'è finalmente un rito collettivo dalle sue parti.
E ci sono quei periodi.
Quelli in cui a una festa importante come Samhain ti ritrovi a dire davanti all'altare di casa "Ciao cara, salutami i nonni che vado a dormire" distrutta da una veglia in ansia per l'acqua alta. I periodi in cui in due mesi non sei riuscita a cambiare i fiori sull'altare e gli dei sono stati solo un piccolo colpo d'ali nella tua mente soffocata dagli affanni di ogni giorno.
Poi senti che non puoi andare avanti così, ma che dall'altra parte, diamine, giri come una trottola tutto il tempo. E decidi di ricominciare dai piccoli gesti.
Come quelli della devozione quotidiana.

Molto spesso nel paganesimo - sopratutto in quello recente come la Wicca - è una cosa che si tende parecchio a trascurare, ponendo l'accento più sulla spontaneità e sopratutto sulle pratiche magiche che non nella devozione agli dei in sè.
Per me invece è una parte molto importante della spiritualità...è importante far sentire agli dei le nostre voci, non solo per chiedere favori ma per ringraziarli di ciò che ci donano.

Con oggi parte una piccola serie di post sull'argomento. Sentitevi liberi di aggiungere nei commenti le vostre opinioni e le vostre esperienze!

1. Preghiere del mattino e della sera
2. Preghiere sui pasti
3. Accendere una candela
4. Accendere un incenso
5. Mala, rosari e koboloi
6. Preghiere del ciclo
7. Le canzoni
8. Gesti
9. Libagioni e offerte