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domenica 19 aprile 2020

John Beckett - Quadricipiti doloranti e la realtà del sacerdozio pagano

John Beckett è un Druido dell'Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi (O.B.O.D), e un membro dell'Ár nDraíocht Féin. Il suo blog, Under the Ancient Oaks, fa parte del Pagan Channel del portale  multireligioso Patheos. John scrive, tiene conferenze, insegna e facilita rituali pubblici dal 2003. Vive a Dallas, Fort Worth.
Traduzione a cura di Elena della Laguna per Casa della Dea, su gentile concessione dell'autore.
Tutti i diritti riservati.




Quadricipiti doloranti e la realtà del sacerdozio pagano


Articolo originale: Sore Quadriceps and the Reality of Pagan Priesthood (1 novembre 2015)

Cos’hanno in comune i quadricipiti (quei muscoli larghi sul davanti della coscia) e il sacerdozio pagano? Continuate a leggere...

L'altare principale e gli Ospiti d'onore - Foto originale di John Beckett 


C’è ancora un vasto ammontare di confusione riguardo cosa significhi essere un sacerdote nel mondo pagano moderno (o una sacerdotessa – in molte tradizioni il genere della persona è irrilevante rispetto al lavoro che fanno, e priest sta diventando un termine di genere neutro). Ci sono quelli che insistono sul fatto che essere un sacerdote sia facile, glamourous, e pieno di potere e estasi.

Ci sono momenti di estasi, e ci sono momenti in cui un sacerdote può fare esperienza di un potere tremendo. Ma non è il vostro potere – il sacerdote è solo il condotto per il potere della divinità coinvolta. Se sei abile e benedetto, puoi contenere il potere, ma non lo puoi controllare, e non potrai mai comandarlo. Se vedi il sacerdozio come glamourous mi faccio domande sulle tue priorità; e il sacerdozio non è mai, mai semplice.

L’anno scorso ho scritto un post su tutto Quello che sono e fanno i sacerdoti pagani (una versione estesa appare nel n. 30 della rivista Witches & Pagans). La lista è lunga: i sacerdoti servono gli Déi, i sacerdoti mediano per gli Déi, e i sacerdoti servono le loro comunità.

La notte scorsa la Chiesa Pagana Unitaria Universalista di Denton ha tenuto il nostro cerchio di Samhain. Volevamo fare un altro labirinto a spirale, come abbiamo fatto nel 2011. O più precisamente, ci è stato segnalato da una divinità di nostra conoscenza che avevamo bisogno di fare un altro labirinto a spirale, e che avevamo bisogno di fare alcuni cambiamenti specifici. E così abbiamo fatto.

In aggiunta al solito lavoro di scrivere e adattare il rituale, c’era anche il lavoro fisico di costruire il labirinto. E’ composto da candele tealight in vasetti di vetro da omogeneizzati. Avevamo ancora i vasetti dal 2011, ma sono stati conservati in un deposito non molto adatto ed erano sporche. Ci sono volute tre ore e mezza di un sabato pomeriggio per pulirle e prepararle.

Foto originale di John Beckett

Ha piovuto parecchio per tutto il venerdì e il sabato mattina, ma più tardi era abbastanza asciutto da rendere il terreno utilizzabile, altrimenti avremmo dovuto allestirlo dentro all’edificio. Avrebbe funzionato, ma all’aperto è meglio. Ci sono volute nove persone e due ore per sistemare tutti i vasetti e le candele – due ore di piegamenti e squat sul terreno umido per mettere tutto al posto giusto. Poi è stata approntata all’interno dell'edificio l’area rituale principale.

Abbiamo rivisto assieme tutto il rituale, mangiato qualcosa, ci siamo cambiati i vestiti, ed eravamo pronti per accogliere gli ospiti. Abbiamo avuto un'ottima affluenza. Samhain di solito è ben seguito, ma molte persone erano occupate a portare i loro bambini a fare Dolcetto o scherzetto. Ho contato 47 persone nel cerchio, e ne sono felice.

Il rituale è andato molto bene. Abbaimo onorato gli antenati e gli spiriti della terra. Abbiamo invitato le divinità dell’occasione: Cernunnos, Brighid e Morrigan, e abbiamo fatto Loro delle offerte. Poi abbiamo camminato nel labirinto. Cynthia, Wren e io eravamo posizionati sul bordo esterno, in preghiera ai nostri Ospiti d’Onore per tutto il tempo che tutti gli altri hanno trascorso nel labirinto. Non avevamo detto alla gente cosa aspettarsi – basandoci sulle conversazioni seguite al rituale, la magia è stata sentita da persone diverse in maniere diverse.

Foto originale di John Beckett

Abbiamo concluso il rituale nel solito modo: un banchetto semplice, ringraziato gli Déi, gli spiriti e gli antenati, e dichiarato chiuso il rito. Dopo ci sono stati alcuni annunci, seguiti da snack, bevande e un sacco di conversazione.
Due persone si sono perse gran parte del rituale – hanno acceso le candele tealight prima che cominciassimo, poi le hanno spente dopo che tutti gli altri hanno finito di percorrere il labirinto.

Quando l’ultimo dei nostri ospiti ha cominciato ad andarsene, abbiamo iniziato a pulire. Le sedie sono state re-impilate, gli altari smontati, e la cucina pulita. E quei 400 vasetti di vetro? Andavano raccolti tutti. Al buio.

La chiesa ha un ripostiglio e teniamo lì alcuni dei nostri equipaggiamenti rituali (tavoli, torce, i vasetti), ma tutte le statue, i calici, le candele, lo stereo, l’impianto audio e il cibo andavano impacchettati e caricati nelle auto.

Ho cominciato a caricare la mia intorno all’una di pomeriggio di ieri con tutta la roba che dovevo portare a Denton per il rituale. Quando ho finito di scaricare tutto a casa alla fine, era quasi l’una di notte. E lo stereo non è ancora stato riassemblato, e non ho ancora pulito gli stivali dal fango.

Non sono giovane e non sono l’atleta amatoriale che ero dodici, quindici anni fa, ma sono generalmente in buona salute. Faccio un sacco di passeggiate. Eppure, ero fisicamente esausto ancora prima di partire da Denton la notte scorsa. Ho dormito bene, ma i miei quadricipiti stanno urlando che non sono abituati a tutti quegli squat per mettere giù e raccogliere tutti quei vasetti. Ci vorrà almeno un altro giorno prima di tornare alla normalità, anche con grosse dosi di ibuprofene. Non ho parlato con gli altri sacerdoti e facilitatori oggi, ma sospetto che stiano tutti sentendo gli effetti di una giornata molto lunga.

Foto originale di John Beckett

Questa è la realtà del sacerdozio pagano – un sacco di lavoro. Non solo il lavoro mentale di pensare, scrivere e parlare con le persone, anche se è importante. Non solo il lavoro spirituale di meditazione, preghiera e offerte, anche se è importante pure quello. E’ anche un sacco di duro, sporco lavoro fisico.

Perchè? Perchè è necessario. Abbiamo aiutato 47 persone ad avere un’esperienza religiosa la scorsa notte. Chissà cosa verrà fuori da tutte quelle esperienze, nel futuro se non tra poco. Magari una persona venuta per la prima volta vorrà esplorare più profondamente il paganesimo. Magari qualcuno che non ha interesse negli Déi o negli spiriti realizzerà che onorare i propri antenati può essere una bella cosa da fare. Magari una persona pagana da lungo tempo si sarà sentito rinnovato e rivitalizzato.
Magari qualcuno ha sentito la chiamata di uno dei nostri Ospiti d’Onore e I ranghi del nostro sacerdozio si espanderanno presto.

Non so cosa succederà. Ho fiducia nel fatto che se faccio le cose giuste per le ragioni giuste, ne seguiranno cose giuste, anche se forse non subito.

Anche quando fare le cose giuste richiede un sacco di lavoro.

martedì 12 novembre 2013

Preghiera dei guerrieri caduti


Colore: rosso
Elemento: Fuoco
Altare: su un drappo rosso mettere un teschio con sopra un elmetto, ossa, e due spade incrociate. Scrivere su un foglio i nomi dei parenti o degli amici che sono caduti in guerra.

Il vostro sangue si allarga
Attraverso tutte le terre del mondo.
Voi avete affrontato il nemico,
Dovunque eravate,
E forse avete visto voi stessi
Riflessi nel suo volto,
O forse non lo avete visto mai.
Forse vi siete battuti
Per salvare la vostra gente,
Forse per avidità,
Forse per denaro,
Forse al di fuori delle leggi
A cui appartenevate.
Qualunque sia la ragione,
Vi siete battuti fieramente
E avete fatto
Quello che vi sembrava giusto.
Possano i vostri spiriti riposare in pace,
E sapere che non saranno dimenticati.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

giovedì 7 novembre 2013

Preghiera a Sheela-Na-Gig


Colore: rosso terracotta
Elemento: Terra
Altare: su una tovaglia color terracotta mettere ciotole d'argilla piene d'acqua, latte, incenso, cereali, pietre, foglie e candele. Una figura di Sheela-Na-Gig al centro.

Dea della fertilità,
Tu che stai nuda e fiera
Porta sempre aperta
Del sacro canale della vita
Da cui tutti veniamo
E a cui tutti torneremo.
Noi parliamo della sacralità del corpo,
Della porta delle donne
Da cui tutti noi siamo entrati
In questo mondo di carne e sangue.
Tu ci ricordi che questa carne e questo sangue sono sacri
Come mente, cuore e spirito,
Anche quando si contrastano,
Anche quando sembrano tradirci,
Anche quando li vorremmo diversi.
Tu ci ricordi che l'incarnazione
Non è una prigione ma un privilegio,
E che anche l'ultima
E la più profana parte del corpo
E' sacra e preziosa.
Tutti siamo nati da una donna,
Tutti siamo nati da un corpo,
Tutti veniamo al mondo nel dolore
Ma portando la più grande gioia.
Fa' che non dimentichiamo mai il tocco
Tra pelle e pelle, anche il più leggero
Che ci rimandi il privilegio di essere qui ora.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae. 
Translated with permission.

lunedì 20 maggio 2013

3. Accendere una candela

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.


Candele e paganesimo.
Candele e stregoneria.
Candele e Wicca.
Serve ancora parlarne?
Assolutamente sì, se non altro per l'ondata di affettuoso fanatismo che si provoca accennando all'argomento. :)


Della sacralità del fuoco si è già parlato su questo blog, e in effetti la passione pagana (e non) per le candele in fin dei conti si riconduce a questo: all'unica possibilità per la maggior parte di noi di avere del fuoco a disposizione1.

Perchè avere questa scintilla di sole sembra così indispensabile? Perchè su ogni strabenedetto libro di Wicca per principianti non mancano mai gli incantesimi con le candele, tanto da venire presentati come esempio principe nel mitico "The Craft"?

"Sai come funzionano?"
"Bè, si accende lo stoppino."

Perchè, per quanto piccola sia la candela, per quanto si tratti di una banalissima tealight dell'Ikea invece che di una candela in cera vergine d'api costruita secondo leggi planetarie precise, sempre fuoco è.

Dove c'era il fuoco c'erano calore e vita. C'era un baluardo contro le tenebre che avvolgevano il mondo durante la notte, c'era cibo cotto che rinfrancava il corpo, e il calore della famiglia che si stringeva attorno al focolare...2

Non posso che concordare, tanto che nella mia famiglia vige una piccola tradizione: quando si esce di casa e si sa che qualcuno deve tornarci e trovarla vuota - magari quando è inverno e fa freddo - si lascia una candelina accesa in casa. Un piccolo pensiero di luce e calore.

Anche se per motivi di sicurezza rimane accesa nel lavandino con 1 cm d'acqua intorno.


Custodi della Fiamma

In mancanza del fuoco di Vesta e delle altre antiche fiamme sacre a cui attendere, ho scoperto che il custodire una fiamma a turno o assieme si sta lentamente facendo strada tra le pratiche comunitarie.


L'Ord Brighideach, ad esempio, si occupa di tenere accesa una fiamma in onore di Brigid, come facevano le sacerdotesse del Suo santuario di Cill Dara. Ci si può iscrivere individualmente o si può scegliere di appartenere a una Cell, cioè a un gruppo di 19 persone3.


La Fiamma di Avalon invece è nata durante la Goddess Conference del 2004 e viene tenuta accesa dal Goddess Temple di Glastonbury una volta al mese4; gli appuntamenti sono segnalati sul loro sito.
Ne sono anch'io orgogliosa custode e spacciatrice.

Se conoscete altri gruppi di Custodi sarò felice di inserirli!


Sicurezza innanzitutto


D'accordo la devozione, ma abbiamo a che fare con un elemento che non merita solo rispetto ma anche molta attenzione. Dunque:

- mai lasciar bruciare una candela senza nessuno in casa o durante il sonno
- attenzione a cani, gatti e bambini
- usare un portacandela adatto e tenerlo sempre ben pulito da cera sciolta e altri materiali. Appoggiarlo su superfici stabili e resistenti al calore.
- attenzione a correnti d'aria, finestre aperte, tende e fogli volanti

Note
1 - Sì, c'è il fornello...ma quel fuoco è per la kitchen magic e le carote saltate al timo.
2 - Per gentile concessione di Bastet dei Demiurghi (La Fiamma di Vesta, cap. 5)
3 - a Cill Dara le sacerdotesse vegliavano il fuoco per 19 notti, la ventesima era la Dea stessa a custodire il fuoco.
4 - Flame of Avalon (inglese)
Fiamma di Avalon (italiano)
Se passate per Venezia contattatemi: sarò lieta di passarvela di persona :)

domenica 21 aprile 2013

21 aprile: Parilia


Colore: sabbia
Elemento: Terra
Altare: su un altare color sabbia mettere una scarpa sinistra da uomo e una scarpa destra da donna, con un bastone da pastore in mezzo, e piccole figure di capre e pecore.

Ave, Custode delle Greggi,
Dea Dio dalla testa d'asino, tu che sei
Maschio e femmina,
Dio e contadino,
Patrono di chi si sporca le mani,
Amato da chi lavora, donne e uomini,
Tu che non fai favoritismi,
Trickster che ama gli scherzi,
Signore della terra tra i fiumi
Dove le tue greggi pascolano
E il sangue della gente scorre come l'acqua
Nella loro faida senza fine,
Vieni e mostraci la vita
Attraverso i tuoi scuri occhi d'asino!
Ave, Custode delle Greggi,
Signore Signora con sandali e bastone,
Tu ci mostri che le regole
Sono fatte per essere infrante,
Perché anche se il lavoro è importante,
Perché anche se siamo legati alla Terra
Non deve diventare insopportabile.
Vogliamo la tua allegria, asino divino!
Vogliamo il tuo raglio ridente a far eco
Oltre il deserto e attraverso i nostri cuori,
E a bilanciare lavoro e divertimento
Come un bimbo bilancia una cassetta di mele.
Ave, Custode delle Greggi!

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.



venerdì 5 aprile 2013

2. Preghiere sui pasti

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.


“Eat and carouse with Bacchus, or munch dry bread with Jesus, but don’t sit downwithout one of the gods.” D.H. Lawrence
Nutrirsi fa parte delle azioni principali e necessarie dell'essere vivi. Mentre una volta eravamo direttamente partecipi della produzione del nostro cibo - con l'agricoltura e l'allevamento - oggi ci basta andare al supermercato; però mi sembra importante ringraziare non solo per il fatto di avere del cibo sulla tavola (che al giorno d'oggi è una cosa da non dare per scontata, con questi chiari di luna!) ma anche del fatto che nutrendoci partecipiamo del ciclo vita/morte/vita.

Non entro nel discorso vegani vs carnivori, ma un dato di fatto c'è: se vogliamo mangiare, un organismo vivente deve smettere di vivere, che si tratti di un broccolo o di un manzo. Ciò che è stato vivente entra dentro di noi per nutrirci e creare nuova vita. Per citare The Lion King,
"Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba, e le antilopi mangiano l'erba, e così siamo tutti collegati nel grande Cerchio della Vita."
Semplicistico? Non credo. Mangiare significa fare parte di un ciclo sacro che collega tutto il nostro mondo, un ciclo che come pagani affrontiamo con rispetto e reverenza.

Divinità della cucina, del cibo e del focolare di casa ce ne sono molte e diverse (clicca qui per una lista di massima). Nel mondo greco e romano, la più importante di queste era Hestia/Vesta, tanto che nessun banchetto e nessun sacrificio veniva effettuato senza che la prima e l'ultima preghiera fossero dedicate a lei.

Si può scrivere una breve preghiera alla divinità a cui si sceglie di dedicare il pasto e la sua preparazione, oppure anche - se ne si ha la possibilità - tenere da parte un boccone e bruciarlo come offerta1, o lasciarlo all'aperto per permettere a qualche creatura affamata di nutrirsi.

Un link utile - in inglese - di preghiere sui pasti è questo: Mealtime Prayers for Pagan Families
Se invece volete approfondire l'argomento, vi consiglio Eating Gods, Eating Us, da ui ho anche tratto la citazione di apertura.


I tabu alimentari
Dopo aver letto Totem e tabu per un esame, l'argomento non è stato più lo stesso per me. Perché evitare di mangiare un determinato genere di cibo? A parte per le questioni di igiene e manutenzione - come il maiale nei paesi arabi - perché fare questa scelta?
La maggior parte dei miei amici che hanno un tabu di questo genere lo manifestano sopratutto nei riguardi di qualche animale bello o decisamente coccoloso, come i cavalli e i conigli; allo stesso modo, in Italia ci si scandalizza quando si parla dell'abitudine di mangiare i gatti durante i periodi di carestia, o del fatto che in Cina si mangino i cani...le cavallette vanno bene, ma per carità, i cani no! E potrei andare avanti all'infinito...la diversità culturale ha creato nei millenni differenti modi di pensare al riguardo.
E la diversità religiosa c'entra molto in questo...anche se, ad esempio, non so quanti cristiani si ricordino di non mangiare carne il venerdì.
Per i pagani, quali tabu alimentari esistono?
Come al solito, nessuno di prescritto. Di norma è la persona a decidere se e come rinunciare ad un cibo e sopratutto il perché.
Una delle ragioni può essere il fatto di avere un animale totem: spesso con questo genere di animali si instaura un forte legame e si fa la scelta di non mangiarne; ad esempio io per abitudine di vecchia data non mangio il cinghiale...e fortuna che la carne di lontra in giro non si trova, o dovrei rinunciare anche a quella.

Avete dei tabu alimentari? Se sì, quali sono?


Note
1 - quando ho ritrovato questa usanza nel libro Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini mi sono commossa come una bambina...

venerdì 29 marzo 2013

1. Preghiere del mattino e della sera

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.

Dedicato a Mrs. Hare :)


Il sole sorge, il sole tramonta. Notte, giorno.
Il principale ritmo che la natura e gli dei ci danno, prima ancora dei cicli lunari, dei solstizi e degli equinozi e di quel che sta nel mezzo, sono il sorgere e il calare del sole e il relativo avvento/calata dell'oscurità.

Per la maggior parte dei pagani, il Sole è immagine di una divinità, che si segua il pantheon egizio (Ra), quello greco (Helios), nordico (Sol) e via dicendo...la lista è decisamente lunga.
O, se proprio non si vogliono tirare in ballo le divinità, il Sole è e rimane la fonte di vita del nostro pianeta, che senza di esso (e di un tot di reazioni chimiche, giganti deceduti, argilla, torni da vasaio e anatre starnazzanti) sarebbe una palla di roccia priva di vita.

Trovare una divinità del proprio pantheon a cui si vuole consacrare l'inizio della giornata e una preghiera ad esso collegata può essere interessante: una delle preghiere più antiche in questo senso è un inno egizio dedicato al sole...

"...Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché
possano gustare il tuo calore.
Hai creati cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole..."

par. IX, Inno al sole, da Wikipedia

...nonché quello dell'imperatore Giuliano II1 

"...Così che, ritirandomi dal gregge volgare
e dall’empio discorrere dell’era presente,
la mia anima possa trionfare sui mali della sua nascita;
spesso a Te congiunta in dolcissima unione
attraverso un’energia ineffabile, possa elevarsi
al di là delle più alte forme sopramondane
e nel luogo supremo contemplare,
emergente dalla profondità intelligibile,
la trascendente, solitaria bellezza del Sole."
Inno al sole di Giuliano II, da blog.visionaire.org

Un altro modo per iniziare la giornata riguarda anche la festività o la divinità a cui è consacrato quel giorno in  particolare.
Vi avviso: se per il pantheon romano la cosa è semplice (c'è il comodo Calendario), per quello egizio e greco su base lunare è. Un. Casino.
No, sul serio.
Mettersi da soli a fare le comparazioni tra quei calendari e quello attuale è peggio che chiedere a due master di D&D un'opinione sulle regole. Ci guadagni solo un gran mal di testa, per non parlare del mutuo da spendere in Maalox.
Grazie al cielo ci sono gruppi, siti e pagine di Facebook che ci aiutano fornendo dei comodi calendari...sperando sempre nella serietà dei calcoli e dell'accuratezza storica.
Personalmente consiglio:
- Amentet Neferet per il calendario egizio
- Prayers to the Gods of Hellas per quello greco.


Per quanto riguarda la notte il discorso è similare; per fortuna il vecchio dualismo luce=buono/buio=cattivo sta lentamente scomparendo. Perché la notte è importante quanto il giorno, anche se nel novanta per cento dei casi siamo abituati (o obbligati?) a considerarla un comodo serbatoio di ore in più da utilizzare...beh, per vivere. 
Le preghiere della notte sono nella maggior parte dedicate alle fasi lunari. A mio avviso, una divinità da rivalutare in ambito mediterraneo è Nyx, che affettuosamente chiamo Madre Notte da quando bambina la vidi coprire  il cielo con il suo manto in uno degli episodi di Fantasia della Disney.

Testi consigliati:
Titolo: A Book of Pagan Prayer
Autore: Ceisiwr Serith
Editore: Weiser Books
Pubblicazione: 2002
Numero di pagine: 302 p.
Prezzo: $19.95 (Ebook Kindle € 11,06)
ISBN: 978-1578632558

Semplice e scorrevole, offre preghiere e piccoli rituali per ogni momento della giornata. Recensione a breve!



Note:
1 - detto l'Apostata o il Fedele a seconda di che parte lo si guardi

mercoledì 27 marzo 2013

La devozione quotidiana

Immagine da druidstone.deviantart.com
Ci sono quei periodi.
Ogni luna piena fai tutti i rituali del caso, ti ricordi sempre la candela rossa durante il ciclo, addobbi la casa per le feste della Ruota, e fai venti telefonate in giro per essere assolutamente sicura di essere libera quando c'è finalmente un rito collettivo dalle sue parti.
E ci sono quei periodi.
Quelli in cui a una festa importante come Samhain ti ritrovi a dire davanti all'altare di casa "Ciao cara, salutami i nonni che vado a dormire" distrutta da una veglia in ansia per l'acqua alta. I periodi in cui in due mesi non sei riuscita a cambiare i fiori sull'altare e gli dei sono stati solo un piccolo colpo d'ali nella tua mente soffocata dagli affanni di ogni giorno.
Poi senti che non puoi andare avanti così, ma che dall'altra parte, diamine, giri come una trottola tutto il tempo. E decidi di ricominciare dai piccoli gesti.
Come quelli della devozione quotidiana.

Molto spesso nel paganesimo - sopratutto in quello recente come la Wicca - è una cosa che si tende parecchio a trascurare, ponendo l'accento più sulla spontaneità e sopratutto sulle pratiche magiche che non nella devozione agli dei in sè.
Per me invece è una parte molto importante della spiritualità...è importante far sentire agli dei le nostre voci, non solo per chiedere favori ma per ringraziarli di ciò che ci donano.

Con oggi parte una piccola serie di post sull'argomento. Sentitevi liberi di aggiungere nei commenti le vostre opinioni e le vostre esperienze!

1. Preghiere del mattino e della sera
2. Preghiere sui pasti
3. Accendere una candela
4. Accendere un incenso
5. Mala, rosari e koboloi
6. Preghiere del ciclo
7. Le canzoni
8. Gesti
9. Libagioni e offerte

mercoledì 23 gennaio 2013

La sacralità del fuoco

Sulla pagina Facebook Society for the Promotion and Protection of Polytheism, qualche giorno fa, ho letto questo bellissimo pezzo:

"Ricordo una volta in cui un ragazzo mi notò mentre leggevo sugli dei e vide un articolo su Hestia. Lui mi chiese, "Cos'è Hestia?"
Ricordo ancora di aver risposto "La cosa che amo del fuoco è che è importante in tutte le religioni. La ragione per cui è in tutte è perchè simboleggia l'animo umano, la nostra abilità di conoscere e fare ciò che è giusto nei tempi di conflitto. Il fuoco porta luce e calore: unisce i popoli e permette loro di essere gentili e gioiosi. Il fuoco rappresenta una verità universale, più vecchia di qualsiasi religione sulla Terra, e quella verità è compassione, altruismo e generosità. Questo è Hestia."

E simultaneamente, la mia cara Bastet dei Demiurghi ha pubblicato il primo capitolo di una saga (come al solito, fantasy misto alla grande Storia della Roma antica) sul Fuoco di Vesta. E il secondo capitolo è già online.

Potevo non lanciarmi in una carrellata sulla sacralità del fuoco? :)

mercoledì 5 dicembre 2012

Preghiera a Sigyn




Colore: colori pastello
Elemento: Aria
Altare: su un drappo di colori pastello mettere varie candele dai colori chiari, fiori e figure sognanti, e in mezzo un drappo grigio con sopra una ciotola colma di ceneri.

Tempo fa, gli Dei combatterono tra di loro,
Molti vennero incatenati, molti uccisi,
E coloro che muovevano le pagine della Storia
Molto dissero, e molto gridarono.
Ma tra coloro che gridavano alcuni
Non vennero ascoltati, e così
La Storia non parla di loro.
Oggi onoriamo Sigyn,
Sposa-bambina di Loki il Trickster che uccise
Balder il Bello, figlio di Odino.
Quando Loki fu disprezzato, tu non ascoltasti.
Quando Loki fuggì, tu lo seguisti.
Quando i tuoi figli vennero uccisi, tu piangesti,
Ma nessuno udì il tuo pianto, tranne la Madre Terra.
Quando il tuo amato fu stretto dal corpo di tuo figlio,
E condannato a un eterno dolore,
Tu dimenticasti tutto il resto
E lo curasti, fedelmente,
Facendo quel che potevi in quei luoghi di terrore.
Signora e moglie premurosa,
Innocente sposa-bambina gettata nella tenebra
E sopravissuta, e divenuta forte.
Tu che accogli nel tuo grembo ciò che è spezzato,
Tu che capisci ciò che bisogna fare
Non importa quali siano le circostanze,
Aiutaci nei momenti di dolore e tormento
Quando ci sentiamo inermi nelle prove della vita.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

mercoledì 28 novembre 2012

Preghiera a Sophia

Stolen from ThaliaTook.com. All rights reserved!

Colore: rosso e oro
Elemento: Fuoco
Altare: su un drappo rosso mettere una lampada accesa, un calice trasparente pieno di acqua pura, incenso, e delle parole che consideri portatrici di saggezza.

Salve, Grande Madre della Sapienza!
Consorte di Colui Che Non Può Essere Nominato,
Signora la cui voce sottile
Riecheggia attraverso ognuno di noi,
Insegnaci ad ascoltare, Signora,
Insegnaci a fare attenzione
E a considerare bene le nostre azioni,
Per non doverle rimpiangere.
Insegnaci a portare le nostre parole
Attraverso la porta della verità,
Attraverso la porta della necessità,
E insegnaci a sapere quando
Portarle attraverso la porta più lontana,
La porta della gentilezza.
Fa’ che le nostre parole siano sentite
Da orecchie che ne abbiano bisogno,
E mostraci come parlare
Con chiarezza, affinché
Non ci sia incomprensione intorno a noi.
Signora della Sapienza, parlaci,
E in silenzio ascolteremo la tua voce.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.