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lunedì 1 maggio 2017

Blodeuwedd Risvegliati (Canzone per Hazel)




Blodeuwedd Risvegliati (Canzone per Hazel)

Blodeuwedd, Maddalena della Primavera,
dolce volto di fiori con ali di neve,
tu sei il cancello della stagione, fiera nella passione, con gli occhi brillanti.

Tu ti innalzerai in bellezza senza paura.
Spaventati da te, loro cambieranno il tuo volto,
ma noi ricorderemo la tua vera natura,
reclama il tuo amore, reclama il tuo posto.

Dimessa, cambiata e chiamata "puttana".
Se una puttana tu sei, lo sono anch'io,
e come Puttana io sarò la Sacerdotessa del tuo Tempio
e tu mi darai ali per volare.

Reclama la sessualità e innalzati in bellezza
con lo spirito della Dea in te, riconoscendo la tua natura di Dea.
Con che coraggio hanno chiamato la tua passione: "peccato"?

Nessuno può imprigionarti o controllarti, Civetta dei segreti,
vola libera, nessuna catena per legare il tuo spirito affamato,
con te al mio fianco nessuna catena su di me.

E ci innalzeremo in fiera bellezza per essere quello che siamo state
e quando potremo stare in piedi come eguali
canteremo la canzone di Blodeuwedd.

Ci hanno lasciate qui in furia silente
pensando di aver vinto il gioco,
ma mentre reclamiamo il nostro antico lignaggio
Blodeuwedd risorgerà ancora.

E ci innalzeremo in nuda bellezza,
rivelando tutto che abbiamo da dare
amando nei modi in cui scegliamo,
decidendo come vogliamo vivere.

Tenteranno di trasformarci in boccioli carini,
negando i nostri artigli, negando il nostro potere,
ma dovremo reclamare la nostra verità
e libertà di scegliere la civetta, di scegliere il fiore.

E ci innalzeremo in potente bellezza
arrendendoci all'urlo di Blodeuwedd,
che ci porterà nel Cammino alla Luce della Luna,
sulle ali della civetta impareremo a volare.

Nessuno ha il diritto di farci del male,
di accusarci e farci vergognare, abusarci e sfregiarci,
chiamarci "streghe" e chiamarci "puttane".
Reclamo la Civetta, reclamo la Strega!

E noi ci innalzeremo in tutta la nostra bellezza
perché abbiamo sentito la chiamata della Fanciulla Fiore.
I nostri corpi risplendono con la nostra passione,
siamo civetta, siamo fiore, siamo tutte Sacerdotesse!

(poesia di Jacqui Woodward-Smith, traduzione di Anna Bordin)

venerdì 29 marzo 2013

1. Preghiere del mattino e della sera

Questo post fa parte di una serie sulla devozione quotidiana.

Dedicato a Mrs. Hare :)


Il sole sorge, il sole tramonta. Notte, giorno.
Il principale ritmo che la natura e gli dei ci danno, prima ancora dei cicli lunari, dei solstizi e degli equinozi e di quel che sta nel mezzo, sono il sorgere e il calare del sole e il relativo avvento/calata dell'oscurità.

Per la maggior parte dei pagani, il Sole è immagine di una divinità, che si segua il pantheon egizio (Ra), quello greco (Helios), nordico (Sol) e via dicendo...la lista è decisamente lunga.
O, se proprio non si vogliono tirare in ballo le divinità, il Sole è e rimane la fonte di vita del nostro pianeta, che senza di esso (e di un tot di reazioni chimiche, giganti deceduti, argilla, torni da vasaio e anatre starnazzanti) sarebbe una palla di roccia priva di vita.

Trovare una divinità del proprio pantheon a cui si vuole consacrare l'inizio della giornata e una preghiera ad esso collegata può essere interessante: una delle preghiere più antiche in questo senso è un inno egizio dedicato al sole...

"...Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché
possano gustare il tuo calore.
Hai creati cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole..."

par. IX, Inno al sole, da Wikipedia

...nonché quello dell'imperatore Giuliano II1 

"...Così che, ritirandomi dal gregge volgare
e dall’empio discorrere dell’era presente,
la mia anima possa trionfare sui mali della sua nascita;
spesso a Te congiunta in dolcissima unione
attraverso un’energia ineffabile, possa elevarsi
al di là delle più alte forme sopramondane
e nel luogo supremo contemplare,
emergente dalla profondità intelligibile,
la trascendente, solitaria bellezza del Sole."
Inno al sole di Giuliano II, da blog.visionaire.org

Un altro modo per iniziare la giornata riguarda anche la festività o la divinità a cui è consacrato quel giorno in  particolare.
Vi avviso: se per il pantheon romano la cosa è semplice (c'è il comodo Calendario), per quello egizio e greco su base lunare è. Un. Casino.
No, sul serio.
Mettersi da soli a fare le comparazioni tra quei calendari e quello attuale è peggio che chiedere a due master di D&D un'opinione sulle regole. Ci guadagni solo un gran mal di testa, per non parlare del mutuo da spendere in Maalox.
Grazie al cielo ci sono gruppi, siti e pagine di Facebook che ci aiutano fornendo dei comodi calendari...sperando sempre nella serietà dei calcoli e dell'accuratezza storica.
Personalmente consiglio:
- Amentet Neferet per il calendario egizio
- Prayers to the Gods of Hellas per quello greco.


Per quanto riguarda la notte il discorso è similare; per fortuna il vecchio dualismo luce=buono/buio=cattivo sta lentamente scomparendo. Perché la notte è importante quanto il giorno, anche se nel novanta per cento dei casi siamo abituati (o obbligati?) a considerarla un comodo serbatoio di ore in più da utilizzare...beh, per vivere. 
Le preghiere della notte sono nella maggior parte dedicate alle fasi lunari. A mio avviso, una divinità da rivalutare in ambito mediterraneo è Nyx, che affettuosamente chiamo Madre Notte da quando bambina la vidi coprire  il cielo con il suo manto in uno degli episodi di Fantasia della Disney.

Testi consigliati:
Titolo: A Book of Pagan Prayer
Autore: Ceisiwr Serith
Editore: Weiser Books
Pubblicazione: 2002
Numero di pagine: 302 p.
Prezzo: $19.95 (Ebook Kindle € 11,06)
ISBN: 978-1578632558

Semplice e scorrevole, offre preghiere e piccoli rituali per ogni momento della giornata. Recensione a breve!



Note:
1 - detto l'Apostata o il Fedele a seconda di che parte lo si guardi

venerdì 21 dicembre 2012

21 dicembre - Angeronalia (o Divalia)

La festività romana di oggi presenta un doppio nome: sui calendari è detta Divalia, gli autori invece la chiamano Angeronalia. Si suppone che si tratti di due nomi diversi, Dia e Angerona, associati alla stessa divinità, quella che sovrintende alla natura creatrice.
Dia viene ricordata di solito negli Ambarvalia a maggio.
I sacrifici in onore di Angerona avrebbero invece, secondo Macrobio, il compito di tenere lontani pene e dolori. Sarebbero stati officiati dai pontefici nel tempio di Voluptia, la personificazione della Voluttà, quivi rappresentata con un dito sulle labbra nel segno tradizionale del silenzio e detta qui Angerona.
Secondo un'altra versione il nome del sacrificio risalirebbe alla fine di un'epidemia di angina.
La versione più interessante ci viene da Plinio e da Solino: il sacrificio venne istituito per espiare una colpa di Valerio Sorano, che aveva pronunciato inavvertitamente il nome sacro e segreto della dea protettrice di Roma, colei che viene chiamata tradizionalmente Bona Dea. Se i nemici della città avessero infatti conosciuto il nome segreto di Roma, sarebbe stato facile conquistarla.
Non è una sorpresa che queso sacrificio venisse celebrato il 21 dicebre, giorno del solstizio d'inverno e dunque punto di passaggio in cui l'ordine del mondo poteva venire sconvolto.
L'associazione tra la dea Dia e il sacrificio effettuato nel tempio della Voluttà rappresenterebbe l'anello di congiunzione tra la fertilità della terra e quella umana; a differenza del concetto negativo cristiano, per gli antichi la Voluttà era collegata all'eros e alla forza creatrice che portava il cosmo a congiungersi e a generare nuova vita.
Siti di approfondimento:

martedì 18 dicembre 2012

18 dicembre - Festa di Epona

Bassorilievo raffigurante Epona da Brégenz (Vorarlberg, Austria)

"Ridotto dunque in questo stato e costretto in solitudine, mi ritirai in un angolo della stalla. E mentre penso fra me all'insolenza dei miei simili e per il giorno seguente macchino una vendetta per il perfido cavallo quando sarei diventato di nuovo Lucio, scorgo una statua della dea Epona che stava in un chiostro in mezzo al pilastro che sosteneva le travi della stalla, quasi nel centro esatto, che era stata ornata accuratamente di corolle di rose e per giunta fresche."

Apuleio, L'Asino d'oro III, 27

Epona era la Dea dei cavalli per la Gallia, equiparabile alla gallese Rhiannon e all'irlandese Macha.
Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *ékuos, che ha dato origine al latino equus, all'irlandese antico ech, e a molti altri fino a quello che ci è più familiare, il greco Ηιππος (híppos), dal quale derivano parole come ippodromo e ippopotamo, cavallo d'acqua.

Dalla Gallia il culto arrivò tra i romani probabilmente per la devozione delle truppe a cavallo; a Milano il suo tempio era situato dove oggi sorge la chiesa del S. Sepolcro.

La Dea era raffigurata sempre in groppa o accanto a un cavallo. Suoi attributi la cornucopia, simbolo di abbondanza, e la chiave e/o il cane, simbolo del suo ruolo di guida delle anime verso l'Altromondo (ricordiamoci che sono state ritrovate sepolture in cui il cavallo aveva seguito il suo cavaliere nell'ultimo viaggio...)
Il suo era un culto popolare, non celebrato con cerimonie pubbliche ma con la semplice devozione: come possiamo capire dal passo di Apuleio sopracitato, nelle stalle era facile trovare un sacello della dea. Questo ruolo di protezione è poi passato, con l'avvento del cristianesimo, a S. Antonio abate.

Links di approfondimento:
  •     Epona.net, bellissimo sito in inglese dedicato alla dea
  •     Epona su CelticWorld
  •     Epona su Il Calderone Magico
Preghiera a Epona

Saluti, Madre dei Cavalli!
Saluti, Signora i cui figli
Sono l'incarnazione del vento
E corrono come fuoco e tuono
Attraversando campi e pianure.
Portaci con Te, Signora,
Come portasti i nostri antenati
Attraverso fiumi e continenti,
Come Tu porti i nostri sogni
E i nostri incubi,
Porta con Te desideri e speranze,
Accompagnaci nell'avventura
E accompagnaci sani e salvi a casa,
E fa' che non smettiamo mai di correre
Verso il lontano orizzonte
Delle infinite possibilità.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.
Translated with permission.

lunedì 10 dicembre 2012

26 Poseidon - Haloa

Le Haloa, feste della trebbiatura, si festeggiavano in tutta l'Attica, ma principalmente ad Eleusi, dove si diceva ci fosse la prima aia trebbiata da Trittolemo (Haloa deriva appunto da trebbiatura).
Era dedicato a Demetra e Dionisio come protettori dei raccolti. Le offerte erano composte solo da frutti e cereali ed era illegale offrire sacrifici di sangue; il privilegio di portare le offerte all'ara sacrificale era riservato ai sacerdoti.


Questa festa si svolge ogni anno al ventiseiesimo giorno dopo la prima Luna Nuova di Dicembre (o l'ultima di Novembre)

Preghiera delle Haloa

Saluti, Giorno dell'Aia,
In cui ringraziamo per ciò che abbiamo raccolto.
Ringraziamo per ciò che è stato raccolto nell'autunno,
Perchè ora ci sostiene.
Ringraziamo per la fatica dei nostri corpi,
Perchè li mantiene sani,
E fa sì che il nostro nutrimento sia onesto.
Ringraziamo perchè ci è permesso
Di vegliare al ciclo dell'anno,
Dal seme alla pianta alla farina
E di tornare di nuovo al seme.
Ringraziamo per il Sole che muore
Per donare la vita al chicco.
Adesso lo battiamo con forza
E riduciamo le sue ossa in farina,
Per condividere un giorno lo stesso ciclo
Per mano della Morte
E tornare infine al grembo della Terra.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.

sabato 13 ottobre 2012

13 ottobre - Fontanalia




Festa romana delle fonti e delle sorgenti, che onora (secondo Varrone) il dio Fons o Fontus, figlio di Giano, che presiede ad esse. Si ornano i pozzi e si gettano fiori e offerte nelle polle e nelle sorgenti.



Preghiera delle Fonti e delle Sorgenti

Saluti, Spirito delle Fonti,
Spirito dei Pozzi e delle Sorgenti,
Dono della Terra!
Perchè anche il nostro mondo è d'acqua,
Perchè anche i nostri corpi sono d'acqua,
Perchè anche nell'aria che respiriamo
C'è la benedetta acqua,
E ancora più preziosa diventa
Quando la sete ci assale.
Fa' che non dimentichiamo mai la generosità
Della santa Madre Terra
Che dona il suo sangue
E le acque del suo grembo
Per darci la vita.
Saluti, Spirito della Fontana!
Tu che sei l'acqua pura
Che fiorisce dalla Terra,
Fa' che ricordiamo che quella purezza
Viene fuori dalla fredda pietra
E dal fango e dall'argilla.
Fa' che ricordiamo i tuoi doni
Ad ogni sorso, ad ogni goccia.
 

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.

giovedì 27 settembre 2012

27 settembre - Fortuna Reduce

In un mondo come quello romano, dove l'esercito e le guerre avevano un ruolo importantissimo, sembra logico che ci sia una divinità da invocare per assicurarsi il ritorno in patria. Questa divinità è Fortuna Reduce, una delle tante sfaccettature della Dea Fortuna. Ottaviano Augusto, tra le tante onoreficenze che si vide proporre al ritorno dalle campagne cantabriche, accettò solo quella di far erigere un altare alla Dea a suo nome, perchè anche lui, anche se imperatore, era solo uno dei tanti soldati al servizio di Roma.

Fonti: Dione 54, 4
Nella foto: rilievo dall'Arco di Costantino raffigurante il Ritorno trionfale di Marco Aurelio a Roma (Adventus); sullo sfondo il Tempio di Fortuna

martedì 28 agosto 2012

28 agosto - Nascita di Nefti

Nefti (nome egizio Nebet-het), è l'ultima figlia di Geb e Nut, sorella gemella di Isis e in alcune versioni moglie di Seth. Nonostante le leggende l'abbiano relegata sopratutto verso quest'ultimo ruolo, in realtà il suo culto era molto più esteso e variegato.

Era la nutrice del faraone, come lo era stata del nipote Horus; il suo latte donava all'uomo le prerogative proprie del dio.
Oltre a questo ruolo amorevole, Nefti ne aveva anche un altro, feroce e indomabile contro i nemici del faraone, capace di incenerirli con il suo respiro; una protezione che, anche se attribuita ad altre dee in ambito locale, era largamente e ufficialmente riconosciuta in tutto l'Egitto.

Il suo nome significa Signora della Casa, e più in esteso, dei muri e del pilastro, insomma è associata con ciò che protegge e sostiene.

Come la sorella Iside sovrintende alle nascite, lei sovrintende alle morti, ed è spesso raffigurata nelle tombe e nei sarcofagi mentre protegge il morto aprendo le sue ali di falco su di lui, ed è solo emergendo da esse come la farfalla dalla crisalide che il morto può accedere all'aldilà. Perchè ali di falco? Perchè le grida del rapace risuonavano come quelle delle donne colpite dal lutto...

Nel corredo funebre, oltre al sarcofago, era ritratta anche sul vaso canopo che proteggeva i polmoni, assieme ad Hapii, figlio di Horus; erano le sue ali a soffiare l'aria nella bocca del defunto per portarlo a nuova vita.

Con queste premesse ci appare strano che sia la moglie di una divinità "terribile" come può essere Seth, ma è probabile che il legame tra i due risalga a quando Seth era "solo" colui che difendeva la barca di Ra dal serpente Apofis, o sia un collegamento tra i defunti (Nefti) seppelliti nel deserto (Seth).

Links di approfondimento:
  • Nefti sulla Wikipedia inglese
  • Nefti su Philae.nu (in inglese)
  • Nefti su TheKeep.org

Preghiera a Nefti

Signora della Casa,
Colei che dimora in Senu,
Santa Nebet-het, custode del mistero,
Oscura sorella della benedetta Isis,
Madre di Anubis, guida dei morti,
Signora del Setaccio
Che prende le anime sofferenti
Dalla grande massa,
Lascia che le tombe dei benestanti
Glorifichino tua sorella le cui braccia
Stringono solo chi è alto e nobile;
Le tue ali avvolgono i senza nome,
I sepolti avvolti in miseri stracci
Che hanno risparmiato in una vita umile.
Coloro i cui corpi sono asciugati dalle sabbie,
Piegati come bambini nel grembo,
E sepolti nelle infinite sabbie del deserto.
Tu sei l'Oscura della decadenza e della corruzione.
Sei la Signora delle sterili margini del deserto
Che nel tempo dell'inondazione
Fioriscono di nuova vita.
Amica e consigliera dei nuovi morti,
Tu che conforti chi piange il suo lutto,
Tu che dai coraggio alle madri in travaglio,
Nibbio che piange attraverso il cielo,
Tu che capisci cosa vuol dire
Essere sottomessi alla tirannia
E avere il coraggio di volare,
Aiuto a chi il mondo non da' onore
Con gloria e ricchezze: ricordati di noi
Quando verrà il nostro tempo.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 


domenica 26 agosto 2012

26 agosto - Nascita di Seth

Seth è il terzo figlio di Nut e Geb. E' conosciuto sopratutto per il suo acerrimo odio verso il fratello Osiride e il suo erede Horus, quando in realtà la leggenda riflette una realtà storica.
Infatti in principio Seth è una divinità del deserto dell'Alto Egitto, e, per estensione, divinità dei morti, perchè è nella sabbia del deserto che sono scavate le prime tombe. Inoltre il suo nome, in varie forme, è associato alla forza regale e alla maestà, dunque era anche protettore dei re. Con l'unificazione dell'Egitto questo ruolo passa a Osiride per quanto riguarda il regno dell'Oltretomba, e ad Horus per il regno sulla terra. Nonostante questo, il suo potere non viene dimenticato e torna, a volte nei nomi reali (Seti,per esempio) o associato a divinità straniere, come il dio hurrita della tempesta Teshup o il mostro greco Tifone.
Uno dei suoi ruoli più importanti è stare sulla prua della Barca Solare ogni giorno, durante il suo cammino nel cielo, e difenderla dal mostruoso serpente Apopi che tenta ogni giorno di impedire il suo passaggio.

Il suo volto è quello di un animale, nonostante sia difficile identificare esattamente quale: è stato definito sciacallo, asino, levriero e gazzella. La forma allungata del muso viene ripresa poi nel bastone detto Was, simbolo di forza e di potere.

Nonostante abbia sposato la sorella Nefti, non hanno figli, perchè Seth essendo il deserto è sterile. Nefti riuscirà ad avere un figlio giacendo con Osiride (ubriaco); secondo alcune versioni è questo a scatenare l'ira di Seth contro Osiride. Gli sono state attribuite varie altre mogli, tra cui Neith (che avrebbe concepito Sobek, il dio coccodrillo), Tauret, o anche le dee caananite Anat e Astarte.

sabato 25 agosto 2012

25 agosto - Nascita di Horus il Vecchio

Il secondo dei figli di Nut e Geb fu Horus il Vecchio, Heru-Wer, chiamato così per distinguerlo dal figlio di Iside e Osiride, Heru-sa-Aset: molti testi non citano questa differenza e la cosa può generare confusione, anche se comunque il culto del secondo si fuse a quello del primo in epoca recente.

Dio guerriero dalla testa di falco, rappresentava la luce, e i suoi occhi erano il sole e la luna. Era il dio patrono della città di Nekhen (Hierakonpolis) ed è stato probabilmente la prima divinità protettrice dei faraoni, oltre ad essere patrono dei fabbri e dei guerrieri.


Uno dei suoi principali aspetti è quello di Heru-Behdety, "Horus della città di Behdet", raffigurato come un disco solare alato; si narra che in questa forma, datagli da Ra, abbia sconfitto Seth o il serpente Apofis.

Sua moglie era Hator (il cui nome significa appunto Casa di Horus), la signora della bellezza e dell'amore; il loro matrimonio, detto Festa della Gioiosa Riunione, veniva festeggiato ogni anno intorno al solstizio d'inverno. I due generarono Ihy.

Links di approfondimento:
Preghiera a Horus il Vecchio

Divino Falco
Signore dei Cieli
Possa Tu venire in pace
La tua figlia ti chiama
Tu che sei forza
Tu che sei saggezza
Dammi forza nelle avversità
Dammi pace nel dolore
E saggezza sopra tutto questo.
Rimuovi ciò che acceca i miei occhi
Affinchè possa vedere Chi mi cammina accanto
Rimuovi i muri che ho costruito
Distruggi la gabbia dove mi sono rinchiusa
Affinchè possa sentire le Tue ali intorno a me
E volare alta nei cieli con Te
Mio amato Padre
Signore del Sole e della Luna
Rendimi degna del Tuo amore
Aiutami a ricordare chi Sei
Signore Luminoso dei Due Orizzonti

Liberamente tradotta dalle preghiere di
Heruiemhotepet

venerdì 24 agosto 2012

24 agosto - Nascita di Osiride

Nel primo dei giorni creati da Thot, nacque Osiride (Ws-ir per gli egizi; quello che noi conosciamo è il nome greco). Il suo nome, Trono dell'Occhio, riflette la sua autorità regale, come discendente di Atum e primo faraone d'Egitto.

Il suo culto intreccia strettamente la credenza teologica del ciclo vita - morte - rinascita con il ciclo della vegetazione, come per altre divinità mediterranee (vedi Attis e Adone).
Fu lui ad insegnare agli uomini la coltivazione dei cereali e della vite; il fratello Seth, invidioso, lo uccise e usurpò il suo trono. La sorella e moglie Iside, aiutata da Nefti e da Anubis (che secondo alcune versioni sarebbe figlio dello stesso Osiride, avuto da Nefti) lo resuscitò creando la prima mummia e concependo con lui Horus, il figlio che lo avrebbe vendicato e che avrebbe ereditato il suo titolo. Osiride sarebbe poi diventato il sovrano e giudice del mondo dei morti; nell'Antico Regno, però, questo ruolo era assegnato ad Anubis, che perde d'importanza e diviene un subordinato di Osiride quando la città di Heliopolis (in cui si venerava l'Enneade) diviene più importante di Hermopolis (e dell'Ogdoade).

Suoi attributi: la pelle di colore verde, simboleggiante la rinascita; porta il copricapo Atef, cioè la corona bianca dell'Alto Egitto affiancata da due piume di struzzo; in mano ha il flagello e lo scettro, simboli di regalità; la sua veste bianca prosegue fino ad avvolgere i piedi, come le bende di una mummia.

La vicenda della sua morte e resurrezione veniva celebrata e rappresentata ogni anno, con varie feste divise tra novembre (il tempo della semina, in cui Osiride entrava nel mondo della morte) e la primavera (in cui si celebrava la rinascita della vegetazione come quella del dio.)

Tra i greci il suo culto si fuse con quello di Dionisio, mentre nei regni ellenistici e tra i romani la sua figura si sovrappose con quella del bue Apis e con l'iconografia di Giove e Plutone, creando così Serapis (Serapide).


Links di approfondimento:

giovedì 23 agosto 2012

23 agosto - fine dell'anno egizio


Con la giornata di oggi l'anno egizio aveva termine. C'erano, però, altri 6 giorni "fuori dal tempo", nati non per il solito cammino del sole nel cielo, ma per l'astuzia di Thot e l'amore di due fratelli...

Accadde che Geb, dio della Terra, e Nut, dea del cielo, si innamorarono. Il loro amore era grande, ma Atum, il padre degli dei, non era d'accordo: se il cielo e la terra fossero rimasti così abbracciati, nulla sarebbe potuto crescere. I due dovevano essere separati, e così Shu, dio dell'aria e loro padre, pose Geb sotto i suoi piedi e sollevò Nut nell'aria. Oltre a questo, Atum lanciò una terribile maledizione: Nut non avrebbe potuto partorire i figli che crescevano nel suo grembo in nessun giorno dell'anno.

Thot però fu mosso a compassione dal dolore della dea, e decise un piano.
Sfidò la luna ad una partita di senet, un gioco simile agli scacchi: la luna mise in palio ogni volta un po' della sua luce. Il dio babbuino giocò e vinse per sei volte, ed ebbe così abbastanza luce per creare cinque giorni non colpiti dalla maledizione di Atum.

giovedì 19 luglio 2012

19 e 21 luglio: Lucaria

I Lucaria erano una festività legata ai boschi (in latino, lucus) e alle divinità che in essi abitavano. In realtà, più che onorare il bosco in sè, si onorava il bosco come luogo di rifugio del popolo romano: infatti il 18 luglio si ricordava la battaglia del fiume Allia, a seguito della quale Roma venne conquistata dai galli di Brenno (e infatti da quel giorno questa data è sempre stata considerata infausta). Gli scampati al saccheggio trovarono rifugio nei boschi accanto alla via Salaria, e ben presto poterono attivarsi per scacciare gli invasori.

Secondo un'altra versione che ci manda direttamente alle origini del popolo romano, in questa festa si onoravano i gruppi di alberi che si lasciavano intatti durante e dopo aver disboscato un'area, per coltivarla o per edificarla. Catone nel De Agricultura ci racconta che questi riti si eseguivano nei boschi prima di abbatterli per metterli a coltura, o comunque prima di dissodare un terreno incolto, e consistevano nel sacrificio di un maiale, e nella recita di formule propiziatorie. Queste andavano ripetute durante i giorni di durata del lavoro, e bisognava rifare tutto dall'inizio in caso di sospensione del lavoro o di interferenza con altre feste religiose.
Abbattere gli alberi quella volta era una cosa seria!

Per Ovidio invece (Fasti 2, 67) era dedicata ad un asilo, cioè un rifugio, che Romolo avrebbe fondato nei pressi del Tevere.
tum quoque vicini lucus celebratur Alerni, /qua petit aequoreas advena Thybris aquas

In questi giorni di calura gli alberi ci danno fresco e riposo. Se avete un albero o un bosco a cui siete particolarmente affezionati, i Lucaria sono il momento migliore per ringraziare questi nostri preziosi compagni.

Links di approfondimento:

- Boschi sacri su Romano Impero

venerdì 13 luglio 2012

23 Hekatombaion - Panatenee



Le Panatenee erano le feste più solenni della città di Atene, dedicate ad Atena Polias (protettrice della città) e aperte a tutte i cittadini liberi.
L'origine della festa si perde nella notte dei tempi. Secondo ipotesi più comune si tratterebbe del compleanno della dea.

La processione si raccoglieva prima dell'alba davanti alle porte del Dyplon, a nord della città, e seguiva la via processionale che dall'Agorà saliva all'Acropoli. Alcuni sacrifici venivano fatto di fronte all'Areopago (il tribunale della città) e al Tempio di Athena Nike.
A quel punto gli schiavi e i non ateniesi dovevano lasciare la processione, che entrava nel territorio sacro dell'Acropoli e si fermava al grande altare di fronte all'Eretteo. Il culmine della cerimonia era la dedica alla dea di un nuovo peplo tessuto dalle ergastinai, scelte tra le ragazze nobili della città.

Nel 556 a.C. per iniziativa di Pisistrato si decise di celebrare in modo speciale questa festa, una volta ogni quattro anni: nacquero così le Grandi Panatenee, che si estendevano in più giorni e oltre ai riti religiosi aggiungevano vari giochi e gare sportive.

Del corteo delle Panatenee è rimasta una preziosissima testimonianza figurata nel fregio che avvolgeva la cella del Partenone.
Partendo dall'angolo sud-occidentale vediamo il gruppo dei cavalieri, forse i caduti di Maratona, che prosegue nel lato settentrionale. Seguono gli anziani, i musicisti con le cetre e i flauti, i portatori di idre (vasi per l'acqua), i portatori delle offerte, le pecore e i vitelli per i sacrifici; si snodava poi verso sud-est, dove le ergastinai offrono alla dea il sacro peplo tessuto dalle loro mani durante l'anno.
Il lato sud è dedicato agli dei, Hermes, Dionysos, Demeter, Ares, Iris ed Hera, Zeus seduto sul trono e, sull'altro lato, Athena, Efesto, Poseidon, Apollo, Artemis, Afrodite ed Eros.


Preghiera ad Atena

Canto della grande Atena,
Vigile protettrice della città,
Colei che guarda oltre la guerra,
Il saccheggio, i pianti e la mischia.
E' Lei che protegge le persone,
Dovunque vadano o arrivino.
Signora dell'olivo,
Signora dello scudo e della lancia,
Signora di saggezza e strategia,
Mente fredda che riscalda gli animi,
Mentore di principi ed eroi,
Figlia di Zeus, dagli occhi celesti,
Insegnaci a pensare!
Ti onoriamo, Dea, dacci spirito buono
E il tuo favore benedetto!
 
Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 

 

sabato 7 luglio 2012

7 luglio - Festa della Fortuna Muliebre

Oggi si festeggia la dedicazione del Tempio della Fortuna Muliebre, situato a Roma nel Parco degli Acquedotti (Cinecittà).

Si narra che l'eroe Gneo Marcio Coriolano volesse approfittare di una carestia per costringere il Senato ad abolire la carica di tribuno della plebe, troppo pericolosa per i patrizi: la cosa fu vista come un attacco alle leggi della patria e Coriolano fuggì, rifugiandosi tra i Volsci ad Anzio ed incitandoli alla guerra contro Roma.

L'esercito guidato da Coriolano prese diverse città latine, poi, accampatosi nei pressi di Roma, fu raggiunto da numerose ambasciate di pace guidate da patrizi e senatori. Nessuna di queste ebbe l'effetto sperato.
La guerra sembrava imminente quando al campo giunsero la madre di Coriolano, Veturia, e sua moglie Volumnia, accompagnate da altre matrone romane; quando lui fece per abbracciarle, Veturia lo fermò dicendo: "Prima che tu mi abbracci, vorrei sapere se sono venuta a far visita a mio figlio o ad un nemico della patria".
A queste parole, turbato, Coriolano rinunciò alla guerra.

Per celebrare questo avvenimento le donne chiesero di edificare un tempio alla Fortuna femminile, nel luogo dov'era avvenuto l'incontro tra loro e il condottiero.
Il Senato accolse la richiesta, ma alla condizione di porre il tempio sotto il proprio controllo, costruendolo cioè con denaro pubblico e sottomettendo i riti al controllo dei pontefici. Le donne chiesero almeno di poter donare una statua della dea; vistosi rifiutare anche questo, ne fecero scolpire ugualmente una e nottetempo la portarono nel tempio. Così il giorno della dedicazione c'erano due statue: ma quella portata dalle matrone miracolosamente parlò, dicendo "Voi mi avete dato, o matrone, ai riti santi di Roma".

Nonostante il miracolo, i pontefici stabilirono severe limitazioni al culto, proibendo la partecipazione alle vedove e alle rimaritate; dato che il culto della Pudicizia ha limitazioni simili, è possibile che si volesse togliere alla Fortuna Muliebre ogni carattere di comunanza con la Fortuna Primigenia o con la Fortuna Virile.

Bibliografia:
Liv. 2, 40; 10, 23
Dion. Hal. Ant. Rom. 8, 56
Festo (Pudicitiae)
Val. Max. Memor. 2, 1, 2


Links di approfondimento:

lunedì 2 luglio 2012

12 Hekatombaion - Kronia



La festa di Kronia era per i greci una festa di fine raccolto, che si celebrava con una grande cena in cui i padroni servivano gli schiavi (simile ai Saturnalia romani). Patrono di questa festa era Cronos, titano figlio di Urano e Gaia, marito di Rea e padre di Estia, Poseidone, Ades, Hera e Zeus. Suo attributo è la falce con cui evitò il padre Urano, che in questo tempo dell'anno può essere vista come la falce del raccolto. Probabilmente il capovolgimento dei ruoli sociali durante la festa era visto come un ritorno all'Età dell'Oro, in cui Cronos e Rea governavano la terra e l'uomo viveva alla giornata, senza lavoro nè oppressione nè ordine sociale.


Links di approfondimento:
Kronia (neopaganesimo ellenico) in inglese


Preghiera per Kronia

Tanto tempo fa, prima della Legge,
Cronos ereditò il trono
Da sua madre, Gaia, che riconosceva solo
Le leggi della Natura, e da suo padre Urano,
che era capriccioso come il vento nel cielo.
Per centinaia di anni governò alla Loro maniera,
Finchè comprese il valore delle Regole
E divenne il loro più forte servitore.
Quando il figlio Zeus lo spodestò,
E con la tre volte benedetta Hera
Ascese al trono, Lui ereditò anche la Legge.
Così oggi ricordiamo quei tempi,
I giorni dell'infanzia del tempo,
Dove non c'erano regole,
E non c'erano doveri. Andate adesso,
E spendete un giorno senza di essi,
Per apprezzarli nel tempo che verrà.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae

Translated with permission. 

sabato 30 giugno 2012

La Ruota dell'Anno

Se non c'è un post sulla Ruota dell'Anno, non è un blog pagano :)

Tradotto e adattato da http://en.wikipedia.org/wiki/Wheel_of_the_year






Con l'espressione Ruota dell'Anno si indica il ciclo annuale delle stagioni della Madre Terra. Si compone di otto festival, distanziati ad intervalli regolari durante tutto l'anno. Queste feste sono indicati come Sabbat. Mentre il termine Sabbat è di origine ebraica (mutuato dai processi per stregoneria), i festival hanno origini storiche celtiche e germaniche pre-cristiane, e il concetto di Ruota dell'Anno, come si è sviluppato nel neopaganesimo, è in realtà una combinazione di due diversi modi e tempi di celebrazione, quello celtico e quello germanico. Fusi insieme, i due cicli formarono l'attuale ciclo moderno di otto feste, anche se di solito vengono definiti come risalenti all'età del Bronzo. Queste feste sono state poi utilizzate dalle culture europee, sia in epoca pre- che post cristiana, come marcatori temporali tradizionali per la comunità per celebrare le fasi del lavoro agricolo.

In molte forme di neopaganesimo, i processi naturali sono visti come un ciclo continuo. Lo scorrere del tempo è inoltre visto come ciclico, ed è rappresentato da un cerchio o, appunto, da una ruota. La progressione di nascita, vita, declino e morte, visibile nel ciclo della vita vegetale e animale, trova un parallelo nella progressione delle stagioni. Questo ciclo è visto come causa e conseguenza della vita, morte e rinascita del Dio e della fertilità della Dea.

Mentre la maggior parte dei nomi delle feste derivano da festività storicamente accertate in ambito celtico e germanico, non è così per Litha e Mabon, il Solstizio d'Estate e l'Equinozio d'Autunno, i cui nomi sono diventati popolari in Nord America per essere stati introdotti da Aidan Kelly nel 1970.

Otto festival
 
Quattro delle feste, i due solstizi e i due equinozi, sono conosciuti come "quarter days" o "sabbat minori". Gli altri quattro che cadono a metà strada tra questi sono comunemente noti come "cross-quarter days", "feste del fuoco", o "sabbat maggiori". A volte, le definizioni cambiano, denominando come più importanti Solstizi ed Equinozi.

Gli otto grandi festival sono distinti dagli Esbat, che sono altri incontri, feste o riunioni di solito più piccoli, tenuti per onorare la luna piena.

Nome Evento Data Posizione del Sole
Emisf. Nord Emisf. Sud Nord Sud
Samhain
31 ottobre/2 novembre 30 aprile/1 maggio ≈ 15° Scorpio ≈ 15° Taurus
Yule Solstizio d'Inverno 19/23 dicembre 19/23 giugno 0° Capricorn 0° Cancer
Imbolc / Candelora
1/2 febbraio 1/2 agosto ≈ 15° Aquarius ≈ 15° Leo
Ostara Equinozio di Primavera 19/23 marzo 19/23 settembre 0° Aries 0° Libra
Beltane
30 aprile/1 maggio
31 ottobre/2 novembre ≈ 15° Taurus ≈ 15° Scorpio
Litha Solstizio d'Estate 19/23 giugno 19/23 dicembre 0° Cancer 0° Capricorn
Lammas / Lughnasadh
1/2 agosto 1/2 febbraio ≈ 15° Leo ≈ 15° Aquarius
Mabon Equinozio d'Autunno 19/23 settembre 20/23 marzo 0° Libra 0° Aries

Date


Le date per le feste variano ampiamente, a seconda della corrente neopagana seguita. Quindi non esiste una tradizione definitiva o universale osservato da tutti i gruppi. La maggior parte dei pagani sono flessibili sulle date, di solito si tende a celebrare durante il fine settimana più vicino per comodità.


Gli emisferi


Siccome la Ruota è impostata sulle date dell'emisfero settentrionale, i pagani dell'emisfero meridionale spostano queste date di sei mesi in modo da coincidere con le stagioni che si verificano nei loro climi locali, che si oppongono e complementano a quelle dell'emisfero Nord. Per esempio, un Wiccan dal sud dell'Australia può celebrare Beltane il 1 ° novembre, quando un druido britannico celebra Samhain. La questione del come debbano celebrare i neopagani che abitano in vicinanza dell'equatore è ancora avvolta nel mistero.

Origini

La maggior parte delle feste della Ruota dell'Anno prende il nome celtico e germanico delle relative feste religiose pagane, e prendono in gran parte forma e significato dalle osservanze tradizionali di queste feste. Lo storico Ronald Hutton attribuisce questo all'influenza della fine del romanticismo secolo, così come gli elementi eclettici introdotti dalla Wicca. Le analogie tra queste feste in genere si fermano ai nomi condivisi. Hutton ha descritto la fusione dei festival culturalmente diversi in un unico set di otto come una forma di universalismo corroborata da nessuna continuità storica.


Non sembra esserci alcuna prova che gli otto festival descritti in questo articolo sono stati formalmente osservati come un unicuum, e la ruota completa era sconosciuta sotto tale denominazione, prima della moderna Wicca, per quanto ne sappiamo. Nelle prime forme di Wicca solo i Sabbat maggiori erano osservati. Tuttavia, nel 1958 i membri della Congrega Bricket Wood hanno aggiunto i solstizi e gli equinozi al loro calendario originale, dato che desideravano celebrazioni più frequenti. Il loro sommo sacerdote, Gerald Gardner, non era presente al momento, ma al suo ritorno non si oppose al suo ritorno, dato che erano ora più in linea con il neo-druidismo di Ross Nichols, un amico di Gardner e fondatore dell'Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi.


"Non si conoscono popoli pre-cristiani che abbiano celebrato tutte le otto feste del calendario adottato dalla Wicca. Accanto ai cross-quarter days gaelici ci sono adesso le festività anglo-sassoni del Solstizio d'Inverno e dell'Equinozio d'Autunno, le celebrazioni del Solstizio d'Estate così importanti per il folklore, e l'Equinozio di Primavera, che non sembra essere stato commemorato da nessun popolo antico nordeuropeo."

Ronald Hutton, The Pagan Religions of the Ancient British Isles. Oxford, Blackwell. pp. 337–341.

Detto questo, gli eventi astronomici che marcano i confini delle stagioni sono facilmente osservabili nel mondo naturale. Pertanto è probabile che siano stati notati dalle società che hanno vissuto a stretto contatto con la natura. Così, ci sono somiglianze, talvolta notevoli, tra le date (se non tra i rituali) di celebrazioni indipendenti in religioni pagane.

Teologia correlata



Tra i neopagani, il sistema mitopoietico correlato alla Ruota dell'Anno è quello relativo alla dualità Dio/Dea. In questo ciclo, il Dio nasce dalla Dea a Yule, cresce in potenza ad Ostara (insieme con la Dea che è ora tornata al suo aspetto di Fanciulla), corteggia e feconda la Dea a Beltane, decresce al potere a Lammas, passa negli inferi a Samhain, poi è ancora una volta nasce da sua madre nell'aspetto di Anziana a Yule. La Dea, a sua volta, invecchia e ringiovanisce all'infinito con le stagioni, viene corteggiata e dà alla luce il Dio. Le versioni di questo mito variano da congrega a congrega, spostando la nascita, concepimento, o la morte del Dio a feste diverse.


Un altro racconto che associa il Dio al Sole è quello del Re Agrifoglio e del Re Quercia, che rappresentano rispettivamente l'inverno e l'estate. Queste due figure duellano tra di loro all'infinito regolando le stagioni. Al Solstizio d'Estate il Re Quercia è al culmine della sua forza, mentre il Re Agrifoglio è al suo punto più debole. Il Re Agrifoglio comincia a riconquistare il suo potere, all'equinozio d'autunno sono in parità, infine il Re Agrifoglio sconfigge il Re Quercia a Yule. Nei mesi successivi, come aumenta la luce solare, il Re Quercia riacquista lentamente la sua forza, durante l'Equinozio di Primavera comincia a trionfare fino a che, ancora una volta, sconfigge il Re Agrifoglio.

domenica 24 giugno 2012

24 giugno - Fors Fortuna


Oggi era giorno di grande festa per tutta la gente e in particolare i più poveri, che si recavano a invocare la Dea e festeggiavano fino a notte fonda, bevendo e divertendosi su barche inghirlandate di fiori.
Secondo Lanternari questi festeggiamenti sarebbero poi passati alla festa cristiana di S.Giovanni, per il patrocinio che la Dea poteva avere sui culti agrari e sul clima. [1]

La dea Fortuna è una delle divinità più antiche di Roma, il cui culto fu particolarmente favorito da Servio Tullio che dedicò alla Dea ben 26 templi nella capitale, ciasuno dedicato ad una sua sfaccettatura.
Non va confusa con Sors, la Sorte, in quanto Fortuna ha sempre un carattere positivo (anche se a volte doppio).

Nonostante come tutte le divinità pagane ne sia stato bandito il culto con l'editto di Teodosio, la sua figura rimane come simbolo della sorte, buona o cattiva, e come essa compare spesso nell'iconografia medievale; in questo caso spesso è in bilico su una palla o sulla sua ruota, a significare la fugacità del suo favore, oppure con un lungo ciuffo di capelli sulla fronte e la nuca rasata: perchè, una volta lasciata andare, è difficile prenderla...
Altri suoi attributi la cornucopia dell'abbondanza e il timone con cui guida la vita dell'uomo.

[1] Vittorio Lanternari, La politica culturale della Chiesa nelle campagne, in 'Societa', XI, 1955, p. 65

Links di approfondimento:


Preghiera a Fortuna

Signora della ruota roteante

Che a volte gira verso l'alto, a volte verso il basso;
Signora che ferisce e cura,
Signora che ci fa girare e girare,
Ti imploriamo, Fortuna, per avere abbondanza,
E ti preghiamo di non metterci da parte,
Perchè nessuno può sottrarsi alla tua magnifica ruota,
Ma tutti noi dobbiamo aggrapparci mentre gira.
Creatrice di possibilità e opportunità,
La tradizione dice che dietro sei calva,
Che prenderti per il ciuffo sulla fronte
E sperare nella tua gentilezza
E' il solo modo per vincere il tuo favore,
Ma sappiamo che non è vero.
Tu non sei mai gentile, ma molte volte
Dai ai lenti una seconda possibilità.
Signora delle tempeste, padrona dei marinai,
Tormento delle navi nelle onde,
Tu arrivi a noi come la risata di una zingara
E ci lasci silenziosamente.
Noi giriamo la ruota, tiriamo i dadi,
Curiamo le nostre ferite,
Ti chiamiamo una volta, ti imploriamo due volte,
Onoriamo te e i tuoi doni ambivalenti.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 

4 Hekatombaion - Aphrodisia



Il 4 giorno di Hekatombaion era la grande festa, celebrata in tutta la Grecia, di Afrodite Pandemos, "Protettrice di tutte le genti", e della sua paredra Peitho, la personificazione della persuasione.
Il tempio veniva purificato e consacrato con sangue di colomba (animale sacro alla dea) e le immagini sacre venivano portate fino al mare, luogo di nascita della dea, dove venivano sottoposte ad un lavacro rituale.
Al rito si accompagnavano gare atletiche.

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Preghiera ad Afrodite

Io sono nato dall'amore del Corpo,
Imparo a dare e ricevere l'amore del Cuore,
Apro me stesso all'amore dell'Anima.

Canto per Afrodite Anadyomene, Colei che Sorge dalle Onde!
Possa l'amore spargersi su di noi come spuma sul mare.
Canto per Afrodite Antheia, Signora dei Fiori!
Possa l'amore fiorire in noi come le rose che si aprono all'alba.
Canto per Afrodite Camaetho, dai Capelli Lucenti!
Possa l'amore durare negli anni e nel declino.
Canto per Afrodite Doritis, Dispensatrice di Doni!
Signora, possa tu essere generosa con noi...
Canto per Afrodite Euploia, Signora dei Bei Viaggi!
Possa il nostro cammino verso l'Amore essere libero da spine.
Canto per Afrodite Genitrix, Matrona del Letto Nuziale!
Fa' che non dimentichiamo che la vita viene dall'amore.
Canto per Afrodite Philomedes, Protettrice dei Genitali!
Fa' che non dimentichiamo che la nostra carne è sacra.
Canto per Afrodite Porneia, Madre delle Prostitute!
Fa' che aiutiamo sempre chi non si dona per amore.
Canto per afrodite Urania, Colei che Guarda in Alto!
Fa' che siamo sempre aperti all'amore, in noi e negli altri.
Canto per Afrodite Parakouptosa, Colei che Guarda negli Occhi!
Fa' che impariamo ad apprezzare anche ciò che è irraggiungibile.
Canto per Afrodite Androphonos, Sterminatrice di Uomini!
Fa' che non anneghiamo nel potere torrenziale del Tuo dono.
Canto per Afrodite Epitymbidia, Signora della Tomba!
Fa' che ricordiamo la lezione di chi è morto per amore!
Canto per Afrodite Pandemos, Dea di Tutte le Genti!
Fa' che ricordiamo che l'Amore non giudica, da qualunque parte arrivi.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 

mercoledì 20 giugno 2012

20 giugno - Festa di Anubi

Anubi è, nella mitologia egizia, il dio sciacallo preposto all'imbasamazione.

Il legame tra sciacallo e morte è facilmente visibile nel deserto, dove questi animali si cibano delle carcasse degli altri animali.
Originariamente il dio primario dell'Oltretomba, nel Medio Regno il suo culto venne soppiantato da quello di Osiride, relegandolo così al ruolo di divinità patrona degli imbalsamatori e protettrice delle necropoli. In questo nuova veste aiuta Iside e Nefti a imbalsamare Osiride creando così la prima mummia.
Inoltre, uno dei suoi ruoli più importanti è quello di porre il cuore dei defunti sulla bilancia delle anime; se il cuore del defunto è appesantito dai peccati, l'anima verrà data in pasto al mostro Ammit.

La sua parentela all'interno del pantheon egizio è incerta. I testi delle piramidi lo accreditano come figlio di Hesat (Hator nella forma della Vacca Divina), o della dea gatta Bast; il padre sarebbe stato Ra o Seth. Secondo Plutarco è figlio illegittimo di Nefti e Osiride, ed Iside lo avrebbe allevato come proprio.
Sua moglie è la dea Anput, anch'essa dalle forme di sciacallo, e sua figlia è la dea serpente Kebehut, deificazione delle acque purificatrici usate durante l'imbalsamazione.

Il suo più importante santuario si trovava ad Hardai (la greca Cynopolis, letteralmente città dei cani), ma con l'espandersi dei culti egizi nell'Impero romano anche il suo culto si estese, sopratutto collegandosi ai misteri di Iside e al dio greco Ermes; il ruolo di psicopompo delle due divinità le portò ad una fusione sincretistica creando così la figura di Ermanubi.

Links di approfondimento:

  • Anubi su Wikipedia.it
  • Anubis su Philae.nu (in inglese)

Preghiera ad Anubi
Signore delle sabbie del deserto

Tu che guidi le anime perdute nelle vastità infinite
Verso una terra sempre verdeggiante
Che porti i morti
Al loro giudizio finale
Nelle mani di Maat
Colei che scopre
Tutte le cose nascoste
E a cui niente
Può essere celato per sempre,
Guidaci al sicuro
Fuori dalle tenebre
Del nostro cercare alla cieca.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.