venerdì 13 luglio 2012

23 Hekatombaion - Panatenee



Le Panatenee erano le feste più solenni della città di Atene, dedicate ad Atena Polias (protettrice della città) e aperte a tutte i cittadini liberi.
L'origine della festa si perde nella notte dei tempi. Secondo ipotesi più comune si tratterebbe del compleanno della dea.

La processione si raccoglieva prima dell'alba davanti alle porte del Dyplon, a nord della città, e seguiva la via processionale che dall'Agorà saliva all'Acropoli. Alcuni sacrifici venivano fatto di fronte all'Areopago (il tribunale della città) e al Tempio di Athena Nike.
A quel punto gli schiavi e i non ateniesi dovevano lasciare la processione, che entrava nel territorio sacro dell'Acropoli e si fermava al grande altare di fronte all'Eretteo. Il culmine della cerimonia era la dedica alla dea di un nuovo peplo tessuto dalle ergastinai, scelte tra le ragazze nobili della città.

Nel 556 a.C. per iniziativa di Pisistrato si decise di celebrare in modo speciale questa festa, una volta ogni quattro anni: nacquero così le Grandi Panatenee, che si estendevano in più giorni e oltre ai riti religiosi aggiungevano vari giochi e gare sportive.

Del corteo delle Panatenee è rimasta una preziosissima testimonianza figurata nel fregio che avvolgeva la cella del Partenone.
Partendo dall'angolo sud-occidentale vediamo il gruppo dei cavalieri, forse i caduti di Maratona, che prosegue nel lato settentrionale. Seguono gli anziani, i musicisti con le cetre e i flauti, i portatori di idre (vasi per l'acqua), i portatori delle offerte, le pecore e i vitelli per i sacrifici; si snodava poi verso sud-est, dove le ergastinai offrono alla dea il sacro peplo tessuto dalle loro mani durante l'anno.
Il lato sud è dedicato agli dei, Hermes, Dionysos, Demeter, Ares, Iris ed Hera, Zeus seduto sul trono e, sull'altro lato, Athena, Efesto, Poseidon, Apollo, Artemis, Afrodite ed Eros.


Preghiera ad Atena

Canto della grande Atena,
Vigile protettrice della città,
Colei che guarda oltre la guerra,
Il saccheggio, i pianti e la mischia.
E' Lei che protegge le persone,
Dovunque vadano o arrivino.
Signora dell'olivo,
Signora dello scudo e della lancia,
Signora di saggezza e strategia,
Mente fredda che riscalda gli animi,
Mentore di principi ed eroi,
Figlia di Zeus, dagli occhi celesti,
Insegnaci a pensare!
Ti onoriamo, Dea, dacci spirito buono
E il tuo favore benedetto!
 
Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission. 

 

martedì 10 luglio 2012

Dee delle acque: Mazu

Post dedicato a Azia Medea Rubinia Antinea, che mi ha fatto scoprire questa splendida divinità.


Mazu, anche chiamata Matsu, è la dea del mare e dell'oceano per le popolazioni del sud-est asiatico.

E' molto venerata nelle zone costiere sud-orientali della Cina e nelle zone limitrofe, in particolare Zhejiang, Fujian, Taiwan, Guangdong e Hainan, così come nel Vietnam, che hanno tutti forti tradizioni marinare; la sua devozione è continuata anche nei paesi come l'Australia e gli Stati Uniti, dove gli emigranti da queste regioni hanno trovato una nuova casa.

Mazu non è nata dea, ma come una ragazza di nome Lin Moniang.
Secondo la leggenda, Lin Moniang è nata il 23 marzo 960 come settima figlia di Lin Yuan sull'isola di Meizhou, nel Fujian. Si narra che non avesse pianto ne' alla nascita ne' durante il suo primo mese di vita, e per questo le diedero un nome che significa appunto "silente".

Ci sono molte leggende su di lei e il mare.
Secondo alcune versioni iniziò a nuotare molto presto, in altre solo verso i quindici anni, ma la sua abilità divenne insuperabile. Aiutava le navi in difficoltà per le tempeste, indossando abiti rossi che la rendessero visibile e guidassero le navi fino ad un approdo sicuro.

Era nata con la capacità di prevedere gli eventi, sopratutto i disastri marittimi in una regione in cui tifoni e terribili tempeste sono all'ordine del giorno.

Il padre di Lin Moniang e i fratelli erano pescatori. Un giorno, un terribile tifone si alzò mentre erano fuori in mare, e il resto della sua famiglia temeva che essi fossero morti. In mezzo a questa tempesta, a seconda della versione della leggenda, lei cadde in trance mentre pregava per la vita di suo padre e dei fratelli, o sognò di suo padre e dei fratelli, mentre lei dormiva o era seduta al telaio. La madre la svegliò mentre nel sogno aveva già salvato il padre, ma non il fratello. Il risultato fu che il padre tornò sano e salvo, mentre il fratello era morto annegato.

Ci sono almeno due versioni della morte di Lin Moniang. In una versione, morì nel 987, all'età di 28 anni, quando scalò una montagna da sola e volò in cielo, diventando una dea. Un'altra versione della leggenda dice che morì all'età di 16 anni per sfinimento, dopo aver nuotato a lungo cercando di trovare il padre disperso in mare, e che il suo cadavere in seguito affiorò sull'isola Nankan delle Isole Matsu.

Sull'isola si può ancora visitare la sua tomba.



Dopo la sua morte, le famiglie di pescatori e marinai cominciarono a pregare Mazu in onore dei suoi atti di coraggio nel cercare di salvare i dispersi in mare. Il suo culto si diffuse in fretta. Si ritiene che gran parte della sua popolarità, in confronto ad altre divinità del mare, venga proprio dalla sua amorevolezza materna e dalla compassione nei confronti dei suoi protetti.

Nel corso del tempo, le religioni del buddismo e del taoismo presero in prestito a vicenda divinità popolari l'uno dall'altro nel tentativo di attrarre i devoti ai loro templi. Per giustificare la presenza di Mazu nei templi buddisti, sono state diffuse delle versioni in cui i genitori di Mazu pregano Kuan Yin, la dea della misericordia, per un figlio, ma Kuan Yin manda loro una figlia femmina, Mazu appunto. Si è poi creduto che Mazu fosse la reincarnazione di Kuan Yin sulla terra, e che la bambina fosse stata dedicata alla dea fin dalla nascita. Come risultato, Mazu è riconosciuta e rispettata sia nel pantheon taoista che in quello buddista.

Le leggende continuano fino al giorno d'oggi: durante la Seconda guerra Mondiale, quando Taiwan era ancora territorio giapponese, Mazu sarebbe apparsa in cielo e avrebbe sollevato le sue gonne per prendere le bombe lanciate dai bombardieri USA prima che cadessero a terra.

Ci sono almeno 1000 templi nel mondo in cui viene venerata come divinità principale e innumerevoli in cui c'è almeno una sua raffigurazione. La Rivoluzione Culturale cinese ha purtroppo distrutto molti dei templi più antichi, mentre il culto si è salvato grazie alla tolleranza religiosa vigente in luoghi come Taiwan.
La sua festa è il ventitreesimo giorno del terzo mese lunare, tra aprile e maggio.



Mazu è raffigurata come una donna dall'aspetto gentile, con una corona e la ricca veste e i gioielli propri delle imperatrici cinesi. A volte è accompagnata da un grande drago, in quanto secondo una versione lei è figlia del grande Dragone che regna sui mari, a cui obbediscono tutte le creature marine.
Insieme a lei ci sono due generali guardiani noti come Qianli Yan e Shunfeng Er. Sebbene la loro iconografia possono variare, entrambi sono di solito rappresentati come demoni feroci: Qianli Yan è spesso rosso con due corna, mentre Shunfeng Er è verde con un corno. Si dice che siano stati due demoni che Mazu ha conquistato e sottomesso, trasformandoli in suoi fedeli guardiani e amici.

Matsu o Mazu è un titolo onorifico più che un nome e significa "madre-antenata". A Canton viene chiamata Tian Hou, che significa "Imperatrice Celeste", mentre un titolo più informale con cui viene affettuosamente chiamata dai suoi devoti è A-Ma o A-Po, "nonna": ci può sembrare strano come epiteto, ma il culto degli antenati è ancora molto sentito nella cultura asiatica e questo termine collega la Dea ai devoti come l'affetto di una nonna ai nipoti.

sabato 7 luglio 2012

7 luglio - Festa della Fortuna Muliebre

Oggi si festeggia la dedicazione del Tempio della Fortuna Muliebre, situato a Roma nel Parco degli Acquedotti (Cinecittà).

Si narra che l'eroe Gneo Marcio Coriolano volesse approfittare di una carestia per costringere il Senato ad abolire la carica di tribuno della plebe, troppo pericolosa per i patrizi: la cosa fu vista come un attacco alle leggi della patria e Coriolano fuggì, rifugiandosi tra i Volsci ad Anzio ed incitandoli alla guerra contro Roma.

L'esercito guidato da Coriolano prese diverse città latine, poi, accampatosi nei pressi di Roma, fu raggiunto da numerose ambasciate di pace guidate da patrizi e senatori. Nessuna di queste ebbe l'effetto sperato.
La guerra sembrava imminente quando al campo giunsero la madre di Coriolano, Veturia, e sua moglie Volumnia, accompagnate da altre matrone romane; quando lui fece per abbracciarle, Veturia lo fermò dicendo: "Prima che tu mi abbracci, vorrei sapere se sono venuta a far visita a mio figlio o ad un nemico della patria".
A queste parole, turbato, Coriolano rinunciò alla guerra.

Per celebrare questo avvenimento le donne chiesero di edificare un tempio alla Fortuna femminile, nel luogo dov'era avvenuto l'incontro tra loro e il condottiero.
Il Senato accolse la richiesta, ma alla condizione di porre il tempio sotto il proprio controllo, costruendolo cioè con denaro pubblico e sottomettendo i riti al controllo dei pontefici. Le donne chiesero almeno di poter donare una statua della dea; vistosi rifiutare anche questo, ne fecero scolpire ugualmente una e nottetempo la portarono nel tempio. Così il giorno della dedicazione c'erano due statue: ma quella portata dalle matrone miracolosamente parlò, dicendo "Voi mi avete dato, o matrone, ai riti santi di Roma".

Nonostante il miracolo, i pontefici stabilirono severe limitazioni al culto, proibendo la partecipazione alle vedove e alle rimaritate; dato che il culto della Pudicizia ha limitazioni simili, è possibile che si volesse togliere alla Fortuna Muliebre ogni carattere di comunanza con la Fortuna Primigenia o con la Fortuna Virile.

Bibliografia:
Liv. 2, 40; 10, 23
Dion. Hal. Ant. Rom. 8, 56
Festo (Pudicitiae)
Val. Max. Memor. 2, 1, 2


Links di approfondimento:

mercoledì 4 luglio 2012

4 luglio - Lady Liberty

Oggi, 4 luglio, è non solo l'anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza: per i pagani americani, è anche la giornata dedicata alla loro dea tutelare, Lady Liberty o Columbia...tutti noi abbiamo visto la sua immagine, decine e decine di volte.

 


Oltre a questo, nel 2012 si festeggia anche i 125 anni della sua raffigurazione più famosa, la Statua della Libertà donata dalla Francia e posizionata all'entrata del porto sul fiume Hudson.

Forse non tutti sanno delle sue origini italiane: a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, c'è una statua che si ritiene sia stata d'ispirazione per la sua sorella americana.



Lady Liberty è solo l'ultima delle divinità tutelari del sacro principio della libertà: gli schiavi della penisola italica pregavano la dea Feronia per ottenerla, e i romani costruirono un tempio dedicato a Libertas sull'Aventino.

La statua divenne ben presto il simbolo del sogno dorato di prosperità e benessere che gli Stati Uniti offrivano: era il benvenuto che il Paese dava agli emigranti che arrivavano da tutto il mondo. Molto significativo è, al riguardo, il sonetto scritto dalla poetessa statunitense Emma Lazarus per raccogliere fondi per la costruzione della Statua, e che a tutt'oggi è inciso sul suo piedistallo:
« Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste a me, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. »

È alta 93 metri (compresi i 47 m del piedistallo) ed è visibile fino a 40 chilometri di distanza. Raffigura una donna che indossa una lunga toga e sorregge fieramente in una mano una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell'altra stringe un libro recante la data del «July IV MDCCLXXVI» (4 luglio 1776, giorno dell'Indipendenza americana); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari e i sette continenti.

Oggi per i pagani americani Lady Liberty è diventata sopratutto la guida e la protettrice della lotta per i diritti religiosi: infatti a Lei sono dedicate organizzazioni come la Lady Liberty League.

Devo ammettere che quando ho sentito parlare per la prima volta di questa Dea sono rimasta un po' sconcertata. Per me è ormai un'abitudine, quando viaggio, rendere omaggio alle divinità del luogo, ed è automatico per me che una città o un territorio abbiano un nume tutelare, un po' come il santo patrono per i cristiani. Ma una Dea simile per gli Stati Uniti? Beh, mi sembrava proprio...un'americanata. Una nazione con le fondamenta costruita sul sangue, dei nativi prima e degli schiavi poi, e dei fratelli contro i fratelli durante la Guerra civile. Una nazione che si fregia del titolo di guardiana della libertà mondiale e che mente per muovere guerra, "chissà per quali fini". Una nazione dove è legale regalare un fucile a una bambina di sei anni e che piange le stragi delle scuole.

Però.

E' anche la nazione che nel 1964 ha vietato la segregazione razziale e che nel 2008 ha eletto il suo primo presidente di colore. E' la nazione che ha accolto, bene o male, milioni di immigrati, dalla sua fondazione ad oggi. E' la nazione da cui sono partiti il movimento hippie, la liberazione sessuale, il movimento Occupy, e chissà di quante altre cose di cui mi dimentico.

Roma non era perfetta. Neanche gli Stati Uniti lo sono. Ma Lady Liberty, con la sua fiaccola tenuta in alto, ci guida, ci mostra gli ideali verso un mondo che va costruito giorno per giorno, senza smettere di lottare per un mondo migliore per i nostri figli

Onore a te, Lady Liberty!

 
Link di approfondimento:
- Hail Columbia! Blog sulla libertà religiosa
- Columbia su Wikipedia (in inglese)

 

lunedì 2 luglio 2012

12 Hekatombaion - Kronia



La festa di Kronia era per i greci una festa di fine raccolto, che si celebrava con una grande cena in cui i padroni servivano gli schiavi (simile ai Saturnalia romani). Patrono di questa festa era Cronos, titano figlio di Urano e Gaia, marito di Rea e padre di Estia, Poseidone, Ades, Hera e Zeus. Suo attributo è la falce con cui evitò il padre Urano, che in questo tempo dell'anno può essere vista come la falce del raccolto. Probabilmente il capovolgimento dei ruoli sociali durante la festa era visto come un ritorno all'Età dell'Oro, in cui Cronos e Rea governavano la terra e l'uomo viveva alla giornata, senza lavoro nè oppressione nè ordine sociale.


Links di approfondimento:
Kronia (neopaganesimo ellenico) in inglese


Preghiera per Kronia

Tanto tempo fa, prima della Legge,
Cronos ereditò il trono
Da sua madre, Gaia, che riconosceva solo
Le leggi della Natura, e da suo padre Urano,
che era capriccioso come il vento nel cielo.
Per centinaia di anni governò alla Loro maniera,
Finchè comprese il valore delle Regole
E divenne il loro più forte servitore.
Quando il figlio Zeus lo spodestò,
E con la tre volte benedetta Hera
Ascese al trono, Lui ereditò anche la Legge.
Così oggi ricordiamo quei tempi,
I giorni dell'infanzia del tempo,
Dove non c'erano regole,
E non c'erano doveri. Andate adesso,
E spendete un giorno senza di essi,
Per apprezzarli nel tempo che verrà.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae

Translated with permission. 

sabato 30 giugno 2012

La Ruota dell'Anno

Se non c'è un post sulla Ruota dell'Anno, non è un blog pagano :)

Tradotto e adattato da http://en.wikipedia.org/wiki/Wheel_of_the_year






Con l'espressione Ruota dell'Anno si indica il ciclo annuale delle stagioni della Madre Terra. Si compone di otto festival, distanziati ad intervalli regolari durante tutto l'anno. Queste feste sono indicati come Sabbat. Mentre il termine Sabbat è di origine ebraica (mutuato dai processi per stregoneria), i festival hanno origini storiche celtiche e germaniche pre-cristiane, e il concetto di Ruota dell'Anno, come si è sviluppato nel neopaganesimo, è in realtà una combinazione di due diversi modi e tempi di celebrazione, quello celtico e quello germanico. Fusi insieme, i due cicli formarono l'attuale ciclo moderno di otto feste, anche se di solito vengono definiti come risalenti all'età del Bronzo. Queste feste sono state poi utilizzate dalle culture europee, sia in epoca pre- che post cristiana, come marcatori temporali tradizionali per la comunità per celebrare le fasi del lavoro agricolo.

In molte forme di neopaganesimo, i processi naturali sono visti come un ciclo continuo. Lo scorrere del tempo è inoltre visto come ciclico, ed è rappresentato da un cerchio o, appunto, da una ruota. La progressione di nascita, vita, declino e morte, visibile nel ciclo della vita vegetale e animale, trova un parallelo nella progressione delle stagioni. Questo ciclo è visto come causa e conseguenza della vita, morte e rinascita del Dio e della fertilità della Dea.

Mentre la maggior parte dei nomi delle feste derivano da festività storicamente accertate in ambito celtico e germanico, non è così per Litha e Mabon, il Solstizio d'Estate e l'Equinozio d'Autunno, i cui nomi sono diventati popolari in Nord America per essere stati introdotti da Aidan Kelly nel 1970.

Otto festival
 
Quattro delle feste, i due solstizi e i due equinozi, sono conosciuti come "quarter days" o "sabbat minori". Gli altri quattro che cadono a metà strada tra questi sono comunemente noti come "cross-quarter days", "feste del fuoco", o "sabbat maggiori". A volte, le definizioni cambiano, denominando come più importanti Solstizi ed Equinozi.

Gli otto grandi festival sono distinti dagli Esbat, che sono altri incontri, feste o riunioni di solito più piccoli, tenuti per onorare la luna piena.

Nome Evento Data Posizione del Sole
Emisf. Nord Emisf. Sud Nord Sud
Samhain
31 ottobre/2 novembre 30 aprile/1 maggio ≈ 15° Scorpio ≈ 15° Taurus
Yule Solstizio d'Inverno 19/23 dicembre 19/23 giugno 0° Capricorn 0° Cancer
Imbolc / Candelora
1/2 febbraio 1/2 agosto ≈ 15° Aquarius ≈ 15° Leo
Ostara Equinozio di Primavera 19/23 marzo 19/23 settembre 0° Aries 0° Libra
Beltane
30 aprile/1 maggio
31 ottobre/2 novembre ≈ 15° Taurus ≈ 15° Scorpio
Litha Solstizio d'Estate 19/23 giugno 19/23 dicembre 0° Cancer 0° Capricorn
Lammas / Lughnasadh
1/2 agosto 1/2 febbraio ≈ 15° Leo ≈ 15° Aquarius
Mabon Equinozio d'Autunno 19/23 settembre 20/23 marzo 0° Libra 0° Aries

Date


Le date per le feste variano ampiamente, a seconda della corrente neopagana seguita. Quindi non esiste una tradizione definitiva o universale osservato da tutti i gruppi. La maggior parte dei pagani sono flessibili sulle date, di solito si tende a celebrare durante il fine settimana più vicino per comodità.


Gli emisferi


Siccome la Ruota è impostata sulle date dell'emisfero settentrionale, i pagani dell'emisfero meridionale spostano queste date di sei mesi in modo da coincidere con le stagioni che si verificano nei loro climi locali, che si oppongono e complementano a quelle dell'emisfero Nord. Per esempio, un Wiccan dal sud dell'Australia può celebrare Beltane il 1 ° novembre, quando un druido britannico celebra Samhain. La questione del come debbano celebrare i neopagani che abitano in vicinanza dell'equatore è ancora avvolta nel mistero.

Origini

La maggior parte delle feste della Ruota dell'Anno prende il nome celtico e germanico delle relative feste religiose pagane, e prendono in gran parte forma e significato dalle osservanze tradizionali di queste feste. Lo storico Ronald Hutton attribuisce questo all'influenza della fine del romanticismo secolo, così come gli elementi eclettici introdotti dalla Wicca. Le analogie tra queste feste in genere si fermano ai nomi condivisi. Hutton ha descritto la fusione dei festival culturalmente diversi in un unico set di otto come una forma di universalismo corroborata da nessuna continuità storica.


Non sembra esserci alcuna prova che gli otto festival descritti in questo articolo sono stati formalmente osservati come un unicuum, e la ruota completa era sconosciuta sotto tale denominazione, prima della moderna Wicca, per quanto ne sappiamo. Nelle prime forme di Wicca solo i Sabbat maggiori erano osservati. Tuttavia, nel 1958 i membri della Congrega Bricket Wood hanno aggiunto i solstizi e gli equinozi al loro calendario originale, dato che desideravano celebrazioni più frequenti. Il loro sommo sacerdote, Gerald Gardner, non era presente al momento, ma al suo ritorno non si oppose al suo ritorno, dato che erano ora più in linea con il neo-druidismo di Ross Nichols, un amico di Gardner e fondatore dell'Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi.


"Non si conoscono popoli pre-cristiani che abbiano celebrato tutte le otto feste del calendario adottato dalla Wicca. Accanto ai cross-quarter days gaelici ci sono adesso le festività anglo-sassoni del Solstizio d'Inverno e dell'Equinozio d'Autunno, le celebrazioni del Solstizio d'Estate così importanti per il folklore, e l'Equinozio di Primavera, che non sembra essere stato commemorato da nessun popolo antico nordeuropeo."

Ronald Hutton, The Pagan Religions of the Ancient British Isles. Oxford, Blackwell. pp. 337–341.

Detto questo, gli eventi astronomici che marcano i confini delle stagioni sono facilmente osservabili nel mondo naturale. Pertanto è probabile che siano stati notati dalle società che hanno vissuto a stretto contatto con la natura. Così, ci sono somiglianze, talvolta notevoli, tra le date (se non tra i rituali) di celebrazioni indipendenti in religioni pagane.

Teologia correlata



Tra i neopagani, il sistema mitopoietico correlato alla Ruota dell'Anno è quello relativo alla dualità Dio/Dea. In questo ciclo, il Dio nasce dalla Dea a Yule, cresce in potenza ad Ostara (insieme con la Dea che è ora tornata al suo aspetto di Fanciulla), corteggia e feconda la Dea a Beltane, decresce al potere a Lammas, passa negli inferi a Samhain, poi è ancora una volta nasce da sua madre nell'aspetto di Anziana a Yule. La Dea, a sua volta, invecchia e ringiovanisce all'infinito con le stagioni, viene corteggiata e dà alla luce il Dio. Le versioni di questo mito variano da congrega a congrega, spostando la nascita, concepimento, o la morte del Dio a feste diverse.


Un altro racconto che associa il Dio al Sole è quello del Re Agrifoglio e del Re Quercia, che rappresentano rispettivamente l'inverno e l'estate. Queste due figure duellano tra di loro all'infinito regolando le stagioni. Al Solstizio d'Estate il Re Quercia è al culmine della sua forza, mentre il Re Agrifoglio è al suo punto più debole. Il Re Agrifoglio comincia a riconquistare il suo potere, all'equinozio d'autunno sono in parità, infine il Re Agrifoglio sconfigge il Re Quercia a Yule. Nei mesi successivi, come aumenta la luce solare, il Re Quercia riacquista lentamente la sua forza, durante l'Equinozio di Primavera comincia a trionfare fino a che, ancora una volta, sconfigge il Re Agrifoglio.

domenica 24 giugno 2012

24 giugno - Fors Fortuna


Oggi era giorno di grande festa per tutta la gente e in particolare i più poveri, che si recavano a invocare la Dea e festeggiavano fino a notte fonda, bevendo e divertendosi su barche inghirlandate di fiori.
Secondo Lanternari questi festeggiamenti sarebbero poi passati alla festa cristiana di S.Giovanni, per il patrocinio che la Dea poteva avere sui culti agrari e sul clima. [1]

La dea Fortuna è una delle divinità più antiche di Roma, il cui culto fu particolarmente favorito da Servio Tullio che dedicò alla Dea ben 26 templi nella capitale, ciasuno dedicato ad una sua sfaccettatura.
Non va confusa con Sors, la Sorte, in quanto Fortuna ha sempre un carattere positivo (anche se a volte doppio).

Nonostante come tutte le divinità pagane ne sia stato bandito il culto con l'editto di Teodosio, la sua figura rimane come simbolo della sorte, buona o cattiva, e come essa compare spesso nell'iconografia medievale; in questo caso spesso è in bilico su una palla o sulla sua ruota, a significare la fugacità del suo favore, oppure con un lungo ciuffo di capelli sulla fronte e la nuca rasata: perchè, una volta lasciata andare, è difficile prenderla...
Altri suoi attributi la cornucopia dell'abbondanza e il timone con cui guida la vita dell'uomo.

[1] Vittorio Lanternari, La politica culturale della Chiesa nelle campagne, in 'Societa', XI, 1955, p. 65

Links di approfondimento:


Preghiera a Fortuna

Signora della ruota roteante

Che a volte gira verso l'alto, a volte verso il basso;
Signora che ferisce e cura,
Signora che ci fa girare e girare,
Ti imploriamo, Fortuna, per avere abbondanza,
E ti preghiamo di non metterci da parte,
Perchè nessuno può sottrarsi alla tua magnifica ruota,
Ma tutti noi dobbiamo aggrapparci mentre gira.
Creatrice di possibilità e opportunità,
La tradizione dice che dietro sei calva,
Che prenderti per il ciuffo sulla fronte
E sperare nella tua gentilezza
E' il solo modo per vincere il tuo favore,
Ma sappiamo che non è vero.
Tu non sei mai gentile, ma molte volte
Dai ai lenti una seconda possibilità.
Signora delle tempeste, padrona dei marinai,
Tormento delle navi nelle onde,
Tu arrivi a noi come la risata di una zingara
E ci lasci silenziosamente.
Noi giriamo la ruota, tiriamo i dadi,
Curiamo le nostre ferite,
Ti chiamiamo una volta, ti imploriamo due volte,
Onoriamo te e i tuoi doni ambivalenti.


Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae
Translated with permission.