sono la falce di luna crescente,
la Fanciulla, sempre Vergine, sacra sposa,
il primo fiore della primavera.
Nessun uomo ha sollevato il mio velo,
nuova ritorno nel mondo ogni anno.
Sono la signora della gioia e dell'arte
il mio cammino lo segui danzando.
Di vita in vita, tu mi appartieni.
Sono la dolcezza e l'amore per tutte le creature,
sono la forza vitale che ti protegge e ti nutre,
la Madre, l'amante, la guaritrice.
Sono i campi di grano che splendono al sole,
il frutto rotondo che incurva il ramo.
Nel mio grembo ti accolgo misericordiosa,
sono l'abbraccio che consola da tutti i dolori.
Tra le mie mani tengo il tuo cuore,
Di vita in vita, tu mi appartieni.
Sono il corvo nero dell'inverno,
la notte delle ombre infinite,
l'Anziana, l'antica, la strega.
Sono colei che attende paziente
reggendo i fili delle vostre vite.
Solo passando attraverso la soglia
otterrete la vera sapienza,
perché io sola conosco i segreti del mondo.
Di vita in vita, tu mi appartieni.
© Eilantha Redspring 2006
sono la forza vitale che ti protegge e ti nutre,
la Madre, l'amante, la guaritrice.
Sono i campi di grano che splendono al sole,
il frutto rotondo che incurva il ramo.
Nel mio grembo ti accolgo misericordiosa,
sono l'abbraccio che consola da tutti i dolori.
Tra le mie mani tengo il tuo cuore,
Di vita in vita, tu mi appartieni.
Sono il corvo nero dell'inverno,
la notte delle ombre infinite,
l'Anziana, l'antica, la strega.
Sono colei che attende paziente
reggendo i fili delle vostre vite.
Solo passando attraverso la soglia
otterrete la vera sapienza,
perché io sola conosco i segreti del mondo.
Di vita in vita, tu mi appartieni.
© Eilantha Redspring 2006


In un mondo come quello romano, dove l'esercito e le guerre avevano un ruolo importantissimo, sembra logico che ci sia una divinità da invocare per assicurarsi il ritorno in patria. Questa divinità è Fortuna Reduce, una delle tante sfaccettature della Dea Fortuna. Ottaviano Augusto, tra le tante onoreficenze che si vide proporre al ritorno dalle campagne cantabriche, accettò solo quella di far erigere un altare alla Dea a suo nome, perchè anche lui, anche se imperatore, era solo uno dei tanti soldati al servizio di Roma. 

