lunedì 28 gennaio 2013

Glastonbury Goddess Conference 2013

 
Finalmente online le date e un programma di massima della Goddess Conference di Glastonbury 2013, quest'anno dedicata alla Madre Terra!

Tutte le info su:

mercoledì 23 gennaio 2013

La sacralità del fuoco

Sulla pagina Facebook Society for the Promotion and Protection of Polytheism, qualche giorno fa, ho letto questo bellissimo pezzo:

"Ricordo una volta in cui un ragazzo mi notò mentre leggevo sugli dei e vide un articolo su Hestia. Lui mi chiese, "Cos'è Hestia?"
Ricordo ancora di aver risposto "La cosa che amo del fuoco è che è importante in tutte le religioni. La ragione per cui è in tutte è perchè simboleggia l'animo umano, la nostra abilità di conoscere e fare ciò che è giusto nei tempi di conflitto. Il fuoco porta luce e calore: unisce i popoli e permette loro di essere gentili e gioiosi. Il fuoco rappresenta una verità universale, più vecchia di qualsiasi religione sulla Terra, e quella verità è compassione, altruismo e generosità. Questo è Hestia."

E simultaneamente, la mia cara Bastet dei Demiurghi ha pubblicato il primo capitolo di una saga (come al solito, fantasy misto alla grande Storia della Roma antica) sul Fuoco di Vesta. E il secondo capitolo è già online.

Potevo non lanciarmi in una carrellata sulla sacralità del fuoco? :)

mercoledì 16 gennaio 2013

Un “legittimo” esperimento pagano: di cosa, spiritualmente, hai bisogno?

Qui in Italia non sono in molti a conoscere Star Foster, blogger pagana del portale religioso Patheos. Anche se per il momento la sua collaborazione è terminata, ho trovato i suoi post molto chiari e illuminanti, sopratutto su questioni di carattere etico-pratico che qui in Italia spesso vengono affrontate troppo poco. Così ho deciso di tradurne alcuni e presentarveli, per spingerci a pensare alla nostra religione da altri punti di vista. 

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A “Legitimate” Paganism Experiment: What Do You Spiritually Need?
Un “legittimo” esperimento pagano: di cosa, spiritualmente, hai bisogno?


BT Newberg ha parlato del concetto dei Pagani che tentano di legittimare sé stessi “agli occhi delle masse”. A parte altri interessanti concetti nel suo post, comprendenti una dicotomia tra naturalisti e politeisti “duri”, l'ho trovata un'idea strana.
Suppongo che a certi livelli possa essere corretto, come il sondaggio su Facebook (non più attivo, NdT) che ho creato dimostra, ma a me sembra che spendiamo molto più tempo cercando di legittimarci l'un l'altro, o combattendo contro della stupidità rampante (come l'idea che in realtà siamo semplicemente dei protestanti pigri).
Una delle discussioni ricorrenti nel Paganesimo riguarda se stiamo copiando i cristiani, o copiando gli antichi, o se non stiamo copiando nessuno ma semplicemente non vogliamo gente nel nostro cortile sul retro ad ogni luna piena. Se non si parla del fatto che stai copiando il paganesimo antico o l'induismo moderno, basta la tua voglia di avere uno spazio di culto permanente con un gabinetto funzionante, qualcuno arriverà e sosterrà che vuoi copiare i cristiani. Che quello che fai non è vero, che sei un segreto Jesus Freak o semplicemente uno Zio Tom che cerca di compiacere la cultura dominante. É seccante e immaturo. Stiamo crescendo, stiamo avendo dei bambini e presto o tardi se sopravviveremo avremo delle infrastrutture. Di solito è su questo argomento, o su questa teologia, che la discussione sulla “legittimità” porta a...

Ma cos'è che ci da' legittimità? Sono le infrastrutture? Gli edifici?

martedì 8 gennaio 2013

Signora di Avalon

Lady of Avalon by Caroline Gully Lir
http://www.skylightpublishing.com/gullylir/index.htm
Dove devo volgermi, se non verso di te?
Quali altre braccia possono consolarmi come le tue?
Quale altro cuore può tenere le profondità del mio dolore?
Quali altre lacrime possono purificarmi come la pioggia che cade?

venerdì 21 dicembre 2012

Felice Solstizio!


FELICE SOLSTIZIO!

Possano la Madre Inverno e il Sole neonato portare amore e quiete nelle vostre vite, e accompagnarvi nel cammino della luce che rinasce!

Approfitto dell'occasione per ringraziare i miei lettori fissi:
Antonio Di Leo, Mirial, ChiaroDiLuna, ElenaLizzie, Elios Tigrane, Azia Medea Rubinia Antinea e Hilaera di Pantheum, e tutti voi che avete commentato su questo piccolo angolo.
Che gli Dei vi benedicano!

Eilantha

21 dicembre - Angeronalia (o Divalia)

La festività romana di oggi presenta un doppio nome: sui calendari è detta Divalia, gli autori invece la chiamano Angeronalia. Si suppone che si tratti di due nomi diversi, Dia e Angerona, associati alla stessa divinità, quella che sovrintende alla natura creatrice.
Dia viene ricordata di solito negli Ambarvalia a maggio.
I sacrifici in onore di Angerona avrebbero invece, secondo Macrobio, il compito di tenere lontani pene e dolori. Sarebbero stati officiati dai pontefici nel tempio di Voluptia, la personificazione della Voluttà, quivi rappresentata con un dito sulle labbra nel segno tradizionale del silenzio e detta qui Angerona.
Secondo un'altra versione il nome del sacrificio risalirebbe alla fine di un'epidemia di angina.
La versione più interessante ci viene da Plinio e da Solino: il sacrificio venne istituito per espiare una colpa di Valerio Sorano, che aveva pronunciato inavvertitamente il nome sacro e segreto della dea protettrice di Roma, colei che viene chiamata tradizionalmente Bona Dea. Se i nemici della città avessero infatti conosciuto il nome segreto di Roma, sarebbe stato facile conquistarla.
Non è una sorpresa che queso sacrificio venisse celebrato il 21 dicebre, giorno del solstizio d'inverno e dunque punto di passaggio in cui l'ordine del mondo poteva venire sconvolto.
L'associazione tra la dea Dia e il sacrificio effettuato nel tempio della Voluttà rappresenterebbe l'anello di congiunzione tra la fertilità della terra e quella umana; a differenza del concetto negativo cristiano, per gli antichi la Voluttà era collegata all'eros e alla forza creatrice che portava il cosmo a congiungersi e a generare nuova vita.
Siti di approfondimento:

martedì 18 dicembre 2012

18 dicembre - Festa di Epona

Bassorilievo raffigurante Epona da Brégenz (Vorarlberg, Austria)

"Ridotto dunque in questo stato e costretto in solitudine, mi ritirai in un angolo della stalla. E mentre penso fra me all'insolenza dei miei simili e per il giorno seguente macchino una vendetta per il perfido cavallo quando sarei diventato di nuovo Lucio, scorgo una statua della dea Epona che stava in un chiostro in mezzo al pilastro che sosteneva le travi della stalla, quasi nel centro esatto, che era stata ornata accuratamente di corolle di rose e per giunta fresche."

Apuleio, L'Asino d'oro III, 27

Epona era la Dea dei cavalli per la Gallia, equiparabile alla gallese Rhiannon e all'irlandese Macha.
Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *ékuos, che ha dato origine al latino equus, all'irlandese antico ech, e a molti altri fino a quello che ci è più familiare, il greco Ηιππος (híppos), dal quale derivano parole come ippodromo e ippopotamo, cavallo d'acqua.

Dalla Gallia il culto arrivò tra i romani probabilmente per la devozione delle truppe a cavallo; a Milano il suo tempio era situato dove oggi sorge la chiesa del S. Sepolcro.

La Dea era raffigurata sempre in groppa o accanto a un cavallo. Suoi attributi la cornucopia, simbolo di abbondanza, e la chiave e/o il cane, simbolo del suo ruolo di guida delle anime verso l'Altromondo (ricordiamoci che sono state ritrovate sepolture in cui il cavallo aveva seguito il suo cavaliere nell'ultimo viaggio...)
Il suo era un culto popolare, non celebrato con cerimonie pubbliche ma con la semplice devozione: come possiamo capire dal passo di Apuleio sopracitato, nelle stalle era facile trovare un sacello della dea. Questo ruolo di protezione è poi passato, con l'avvento del cristianesimo, a S. Antonio abate.

Links di approfondimento:
  •     Epona.net, bellissimo sito in inglese dedicato alla dea
  •     Epona su CelticWorld
  •     Epona su Il Calderone Magico
Preghiera a Epona

Saluti, Madre dei Cavalli!
Saluti, Signora i cui figli
Sono l'incarnazione del vento
E corrono come fuoco e tuono
Attraversando campi e pianure.
Portaci con Te, Signora,
Come portasti i nostri antenati
Attraverso fiumi e continenti,
Come Tu porti i nostri sogni
E i nostri incubi,
Porta con Te desideri e speranze,
Accompagnaci nell'avventura
E accompagnaci sani e salvi a casa,
E fa' che non smettiamo mai di correre
Verso il lontano orizzonte
Delle infinite possibilità.

Liberamente tradotta dal breviario dell'Ordine delle Horae.
Translated with permission.